Il settore giovanile fiore all’occhiello dell’Acr Messina. Com’è ormai Sua prerogativa, il Prof.Luvarà, in silenzio e con la consueta umiltà, anche quest’anno è riuscito a costruire, in seno alla neo società Acr Messina, qualcosa di importante. Partito in forte ritardo ha, comunque, allestito un settore giovanile di tutto rispetto. Questo perché, l’esperienza accumulata in tanti anni e la recessione avvertita significativamente nel pianeta calcio porta a riconoscere che una società calcistica senza Settore giovanile è una società senza futuro. – Professore Luvarà, il Settore Giovanile dell’Acr Messina è un altro miracolo? “No, ho semplicemente sfruttato la cocciuta volontà della proprietà e la grande dedizione e professionalità del clan (n.d.r. il riferimento è per i tecnici Ferrara, Cannistraci, Cirino e Suria). Il presente ed il futuro sono di grande interesse grazie anche alla disponibilità dei ns. Direttori (Fabiani ed Avallone). Sentirete parlare di noi e dei nostri ragazzi”.- Il rendimento fino ad oggi la soddisfa? “Un efficiente Settore giovanile non deve guardare alle classifiche ma a quanti ragazzi riesce a lanciare. Nonostante tutto, siamo primi in classifica negli juniores, negli allievi e nei giovanissimi regionali. Del resto Mister Ferrara è il miglior allenatore (fascia alta) che io abbia avuto. Mentre Cannistraci, dopo un anno di riposo, è tornato più completo di prima e come sempre si è rivelato grande scopritore di talenti. Il duo Cirino-Suria poi, sa di miracoloso, in tutta autonomia girano per la Sicilia a testa alta. Cosa posso chiedere di più? Il miracolo sono soprattutto questi tecnici e la proprietà che ha creduto in noi”. -Ma, la prima squadra attinge dal Settore giovanile? “In maniera soddisfacente. D’Angelo è diventato titolare quasi irremovibile e poi ci sono le continue convocazioni per Mataj, Tavilla, Biondo, La Valle, Costantino, Sciarrone ed Angrisani”.- Un desiderio per il futuro? “Veramente ne ho due. Il primo è quello di avere un campo tutto per noi e Vi garantisco che faremmo grandi cose.”- …. l’altro desiderio? “Riportare con noi il gruppo di piccoli talenti nati nel 1994, cresciuti con noi sin dai tempi della presidenza di Aliotta, che mi aveva dato tante soddisfazioni e su cui contavo per il futuro”.