Nata nel 2007 da un’intuizione estiva del fondatore Nico Rovito e portata avanti con dedizione dal presidente Alessandro Moschella, l’ASD Savoca è cresciuta negli anni diventando un punto di riferimento fondamentale per il territorio e per tantissime generazioni di giovani atleti.
Le radici di un sogno: Nico Rovito e l’inizio di tutto
La serata si è aperta riannodando i fili della memoria proprio con il fondatore della scuola calcio, Nico Rovito. Chiamato sul palco tra gli applausi e accolti con la simpatica complicità della presentatrice, Nico ha ripercorso con emozione quei momenti: «Raggiungere questo traguardo con la scuola calcio era per certi versi inaspettato. Nel lontano 2007 non pensavamo di arrivare ad oggi, e soprattutto facendo divertire questi ragazzi e crescendo tante generazioni».
Un’avventura nata quasi per gioco durante una sera d’estate, come ha confermato il presidente Alessandro Moschella, ricordando il suo percorso e l’eredità calcistica trasmessa sul campo: dai trascorsi giovanili al Genoa fino alla guida di una realtà che oggi è il cuore pulsante del paese.
Il racconto del presidente Alessandro Moschella tra passato, passione e istituzioni
A raccogliere il testimone sul palco è stato il presidente Alessandro Moschella, che ha ripercorso il suo legame viscerale con la società e la sua storia personale: dai trascorsi calcistici importanti che lo hanno visto protagonista nelle giovanili del Genoa — con qualche apparizione in prima squadra prima della parentesi conclusasi nel 2006-2007 — fino al ritorno a casa per far crescere l’ASD Savoca.
Parlando del cuore pulsante della società e del rapporto con le istituzioni, Moschella ha evidenziato l’importanza del legame con l’amministrazione comunale e con il territorio, sottolineando come la forza del Savoca risieda nella presenza costante di figure di riferimento per i bambini e le famiglie, capaci di tramandare i veri valori dello sport ben oltre il semplice risultato sul campo.
Una grande famiglia basata su condivisione e divertimento: parla Alessandro Impellizzeri
Accanto ai fondatori Nico e Alessandro, sul palco si sono alternate le figure chiave del sodalizio, tra cui il vicepresidente Domenico “Micio” Curcuruto e il segretario Alessandro Impellizzeri. Proprio Impellizzeri ha offerto una riflessione profonda sul percorso della società: «Noi siamo in questa famiglia, perché noi siamo una famiglia prima ancora che una scuola calcio, e cerchiamo sempre di fare il massimo per i bimbi, perché quello che hanno creato i ragazzi, Nico prima, poi Ale, è una cosa troppo bella, quindi deve andare avanti. E infatti non è una cosa così scontata che possa durare 20 anni».
Parlando del segreto di questo successo durato due generazioni, Impellizzeri ha aggiunto: «Il segreto è collaborare, divertirsi, stare bene insieme, perché noi stiamo bene insieme. Poi quello che viene sul campo è la conseguenza. Se non riuscissimo a stare bene insieme, probabilmente i risultati non sarebbero questi… arriviamo sempre a trovare un punto d’incontro che sia sempre a favore soprattutto dei bambini, a prescindere: loro si devono divertire, devono godersi questa esperienza calcistica e viverla nel miglior modo». Sull’attività quotidiana, ha poi ricordato come la scuola calcio accolga i bambini fin da piccolissimi (dai 4 anni in su), seguendoli passo dopo passo attraverso tecnici qualificati e ex ragazzi cresciuti proprio nel vivaio savocese.
Dal campetto di periferia al professionismo: le voci di Manuel D’Amore e Joele Madia
Uno dei momenti più toccanti e motivazionali della serata è stato l’omaggio ai talenti cresciuti nel vivaio savocese che sono riusciti a compiere il grande salto nel mondo del professionismo. Sotto i riflettori sono saliti Manuel D’Amore (oggi al Catania) e Joele Mattia (al Crotone), accompagnati dalle loro storie di sacrifici e sogni realizzati, partiti proprio da quel campetto di periferia e arrivati a calcare palcoscenici importanti.
Prendendo la parola, Manuel D’Amore (oggi al Catania) ha raccontato la sua bellissima scalata: «Io ho iniziato, appunto, a 5-6 anni nel Savoca. Poi ho avuto la fortuna di approdare a 15 anni nella Sampdoria, poi ho fatto un anno alla Samp, un anno ad Ascoli, un anno in Serie D alla Reggina e quest’anno sono al Catania». Un percorso fatto di sacrifici e sogni realizzati, in cui la scuola calcio di periferia ha rappresentato un fattore determinante: «Mi ha insegnato tanto, è stato un fattore che ha influenzato questa mia piccola trafila», ha ricordato Samuele con orgoglio davanti ai giovani aspiranti calciatori.
A fargli eco è stato Joele Madia, che ha raccontato la sua traiettoria: «Io ho iniziato qua a 4 anni, ho fatto 5 anni qua, poi a 9 anni sono andato a Messina nell’F24, poi ho fatto l’under 15 a Messina, l’under 17 sempre a Messina, poi Catanzaro, un paio di prestiti e quest’anno sono al Crotone». Due testimonianze straordinarie di come il lavoro e la passione di una piccola realtà possano aprire le porte ai grandi sogni, chiusi dall’esortazione corale rivolta ai più piccoli: «Bisogna crederci fino alla fine».
Il plauso delle istituzioni: l’intervento del sindaco Massimo Stracuzzi
A testimoniare la vicinanza concreta delle istituzioni al mondo dello sport è intervenuto il sindaco Massimo Stracuzzi, che ha voluto tributare il giusto riconoscimento alla società:
«20 anni di SSD Savoca sono tanta roba! Tanta roba perché avete cresciuto tantissimi ragazzi, avete dato loro prospettive importanti su cui credere, perché lo sport dà valori veramente importanti», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando come l’attività non sia mossa da scopi economici ma dalla pura volontà di trasmettere valori sani, un aspetto che egli stesso vive quotidianamente anche come genitore dato che il figlio Alessio ha iniziato nel Savoca a 4 anni e non ha più voluto lasciare questa grande famiglia.
Guardando al futuro, il sindaco ha ribadito il massimo impegno dell’amministrazione nel potenziare le strutture sportive del territorio: «L’amministrazione in questo l’ha sempre visto, ci crede, ci crederà. E infatti dico, noi li appoggiamo in tutto quello che possiamo, mettendo a disposizione le strutture… Savoca oggi è una struttura d’eccellenza in tutto e per tutto in tutto il territorio e di questo siamo fieri e orgogliosi». Tra i progetti di rilievo annunciati, spicca la riqualificazione e l’ampliamento del campo di calcio per portarlo all’altezza delle categorie superiori, oltre al rinnovo delle altre strutture cittadine.
A seguire, l’intervento dell’ex assessore allo sport e figura storica del movimento locale, Giuseppe Trimarchi, ha allargato lo sguardo sulle radici profonde del calcio a Savoca, ripercorrendo la storia ultratrentennale e cinquantennale del movimento cittadino: «A Savoca il servizio non è a domanda individuale… Nel ’78 è arrivato il primo campetto di calcio e l’A.C. di Savoca aveva già un nome da sola. Da questa squadra, nonostante le strutture assenti all’epoca e tutte le problematiche, sono usciti fuori grandi giocatori che hanno fatto la storia in Serie B e C, come Giancarlo De Clò, Ivan Moschella e Mimmo Moschella». Un autentico tuffo nel passato che ha rimarcato come la passione sappia vincere ogni difficoltà logistica, arrivando a raccogliere oggi i frutti più alti con i giovani approdati nel professionismo
Istituzioni e ospiti d’onore: il futuro parte da solide radici
A impreziosire l’evento c’è stato anche l’intervento del presidente dello Sporting Jonia, Giuseppe Leotta, che ha suggellato una nuova e importante partnership con il Calcio, aprendo prospettive e sbocchi ancora più grandi per i ragazzi del vivaio.
L’ospite d’onore Alessandro Parisi: «Tutto parte da un campetto di periferia»
Gran finale con l’atteso intervento dell’ospite d’onore Alessandro Parisi, ex terzino di Serie A e B, che ha voluto omaggiare i presenti ricordando le proprie origini: «Tutto parte da lì, da un campetto di periferia, da una scuola calcio o da una società dilettantistica dove si tirano i primi calci al pallone con la spensieratezza e la voglia di divertirsi. Ed è quello che fate voi qui oggi, ed è per questo che vi faccio i complimenti per questi splendidi 20 anni».
«Da lì sono andato in prestito al Trapani il primo anno, in Serie C1, poi rientrai a Palermo, vincemmo il campionato di C1, facemmo la Serie B e poi la storica promozione in Serie A, dove poi ho continuato la mia carriera tra Serie A e Serie B con le maglie di Reggina, Bari, Torino, e così via.
Vent’anni di ASD Savoca significano generazioni di ragazzi cresciuti sognando in grande, con i piedi ben saldi a terra e il cuore in campo. E, a giudicare dall’entusiasmo della serata, questo è solo l’inizio di un altro grande capitolo.
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