Ci sono persone che non possono essere ricordate soltanto attraverso le cariche ricoperte o i risultati ottenuti. Mimmo Costa appartiene a questa categoria. La sua storia è legata indissolubilmente alla Polisportiva Sant’Alessio e a quel mondo del calcio che per decenni ha rappresentato una parte importante della sua vita.
La storia della Polisportiva alessese affonda le proprie radici nell’estate del 1975, quando Mimmo Costa fu tra coloro che contribuirono alla nascita del sodalizio. Negli anni successivi rimase sempre all’interno della società, ricoprendo incarichi dirigenziali e mettendo a disposizione la propria passione e il proprio tempo.
Un legame talmente forte con il Sant’Alessio da portarlo, quando le esigenze della società lo richiedevano, ad assumere pro tempore anche il ruolo di allenatore, sempre con lo stesso spirito di servizio che avrebbe caratterizzato tutta la sua esperienza nel calcio.
Poi, nell’estate del 1995, arrivò l’elezione alla presidenza. Da quel momento Mimmo Costa avrebbe guidato il sodalizio alessese per vent’anni, fino al 9 Giugno 2015. Un lungo periodo nel quale non fu semplicemente il presidente, ma una presenza quotidiana e insostituibile per la società.
Il suo ventennio alla guida della Polisportiva ebbe anche il suo momento più alto sul piano sportivo con la promozione in Prima Categoria nella stagione 2014-15, un traguardo raggiunto poco prima della conclusione della sua presidenza.
È questa la storia che la serata del Memorial ha voluto riportare al centro della memoria collettiva.
Una serata per ricordare Mimmo
A condurre la serata è stato Rosario Trischitta, assessore allo Sport del Comune di Sant’Alessio, che ha spiegato il significato di un’iniziativa nata non semplicemente per ricordare un uomo di calcio, ma per riunire diverse generazioni nel suo nome.
“Mimmo ha rappresentato tantissime generazioni”.
Una frase che sintetizza bene il senso della serata. Perché Costa è stato conosciuto in tanti ruoli: presidente, dirigente, allenatore, ma soprattutto uomo del campo.
Trischitta ha ricordato anche il suo modo concreto di vivere il calcio: quando c’era da sistemare il terreno di gioco, pulire o preparare gli spogliatoi, Mimmo non aspettava che fossero altri a farlo. La volontà dell’amministrazione è quella di dare continuità al Memorial anche negli anni futuri, affinché il suo ricordo possa essere tramandato alle nuove generazioni.
Il sindaco Aliberti: “Ricordarlo è un dovere, è un onore”
Dopo l’introduzione dell’assessore Trischitta, sono arrivati i saluti istituzionali del Sindaco Domenico Aliberti. Il primo cittadino ha parlato dell’emozione provata nel ricordare Mimmo Costa, sottolineando come la sua figura andasse ben oltre il calcio.
Presidente, allenatore, massaggiatore, operaio: una persona capace di fare praticamente tutto ciò che serviva alla società sportiva. Ma soprattutto un punto di riferimento per generazioni di giovani di Sant’Alessio, che attraverso il calcio sono cresciuti e hanno imparato i valori dello sport.
Per Aliberti, dunque, il Memorial rappresenta un atto di riconoscenza: ricordare Mimmo Costa è “un dovere” e allo stesso tempo “un onore”. Il Sindaco ha condiviso l’auspicio che l’iniziativa possa continuare negli anni, affinché il suo esempio non venga dimenticato.

Salvatore D’Agata: “Se la Polisportiva è arrivata a 51 anni, il merito è anche suo”
A rappresentare la Polisportiva Sant’Alessio è stato Salvatore D’Agata, dirigente che ha condiviso con Mimmo Costa una parte importante di quel lungo percorso. D’Agata ha ricordato i suoi oltre vent’anni da Presidente, definendolo una vera istituzione del paese.
Sotto la sua guida sono passate generazioni di ragazzi, non soltanto di Sant’Alessio ma anche di diversi centri della Riviera Jonica. Tra i meriti di Mimmo Costa, D’Agata ha ricordato anche la costruzione di un settore giovanile capace di confrontarsi nei campionati regionali con società importanti come Messina e Catania. Ma soprattutto ha raccontato l’immagine di un Presidente sempre presente.
Quando ancora i campi erano in terra battuta e non esistevano le strutture moderne di oggi, Mimmo era già al campo alle prime ore del mattino: sistemava il terreno, puliva gli spogliatoi e preparava tutto ciò che serviva per la partita.
D’Agata ha ricordato anche il proprio ingresso nella società, nel 1995, quando fu lo stesso Mimmo a coinvolgerlo direttamente. Un rapporto nato nel segno del calcio e diventato nel tempo un legame umano e sportivo profondo.
Un modo di intendere lo sport
Nel corso della serata è stato sottolineato più volte il ruolo educativo svolto da Mimmo Costa. Il Presidente del Consiglio Comunale Natale Ferlito, ricordando la propria esperienza nel Sant’Alessio prima come preparatore atletico e poi anche come allenatore, ha evidenziato come Costa abbia contribuito alla crescita sana di tantissimi ragazzi.
Molti di quei giovani oggi sono adulti e padri di famiglia. Il suo modello era quello di uno sport vissuto sul campo, attraverso la presenza quotidiana, il rapporto umano e la capacità di seguire i ragazzi. Un modello che oggi, secondo la testimonianza di Ferlito, rischia di essere sempre più difficile da ritrovare.
Carmelo Brigandì: “Per me è stato un secondo padre”
Tra i momenti più emozionanti della serata c’è stata la testimonianza di Carmelo Brigandì. Quando Trischitta lo ha invitato a parlare, Brigandì ha ricordato il legame con Mimmo e il motivo per cui aveva voluto esserci nonostante le difficoltà.
Poche parole, pronunciate con grande emozione: “Mimmo per me è stato un secondo padre”.
Una frase che non ha bisogno di spiegazioni e che restituisce meglio di qualsiasi descrizione il rapporto umano che Costa riusciva a costruire con le persone che incontrava nel suo percorso.
Donatello Puliatti: “Ha rappresentato davvero tutta una generazione”
A parlare a nome della propria generazione è stato Donatello Puliatti, che ha voluto sottolineare come quella serata non fosse semplicemente un momento istituzionale. Per i ragazzi cresciuti tra gli anni Settanta e Ottanta, Mimmo Costa rappresentava una figura molto più grande del semplice presidente di una squadra.
Un’icona sportiva e culturale, una persona capace di trasmettere passione, forza e affetto. Puliatti ha ricordato soprattutto la capacità di Mimmo di coinvolgere tutti, senza lasciare nessuno fuori. Ed è proprio questo, secondo la sua testimonianza, uno degli aspetti più difficili da ritrovare oggi: persone capaci di rappresentare una società sportiva in maniera così totale.
Il coro per il “Presidente dei Presidenti”
Nel finale della serata Rosario Trischitta ha riportato tutti al ricordo più intimo di Mimmo Costa: quello dell’uomo che viveva praticamente al campo sportivo. Ha ricordato la sua presenza quotidiana, la sua passione quasi viscerale e il modo in cui viveva le partite. Poi ha chiesto ai ragazzi presenti di ripetere il coro che aveva accompagnato Mimmo nel giorno del funerale, quando la sua salma era stata portata proprio al campo sportivo.
E la risposta è arrivata spontanea: “Un presidente, c’è solo un presidente”.
Un momento semplice, ma particolarmente intenso. Perché quel coro non era soltanto un ricordo: era il modo con cui una comunità sportiva ha voluto riconoscere ancora una volta il ruolo di Mimmo Costa.

Una storia da tramandare
La serata si è conclusa con un omaggio alla famiglia e con la volontà di trasformare il Memorial in qualcosa che possa andare oltre la singola manifestazione. Un appuntamento da custodire e, soprattutto, da tramandare. (i mister Nino Spadaro, Peppe Mangio, Savoca e Carmelo Brigandì)
La storia di Mimmo Costa parte dall’estate del 1975, attraversa decenni di attività dirigenziale, una parentesi da allenatore pro tempore dettata dalle esigenze della società, arriva alla presidenza nel 1995 e si chiude il 9 giugno 2015, dopo vent’anni alla guida della Polisportiva e con la soddisfazione della promozione in Prima Categoria conquistata nella stagione 2014-15.
Ma al di là delle date e dei risultati rimane soprattutto il ricordo di un uomo che ha dedicato una parte enorme della propria vita al calcio e ai ragazzi.
Per questo, più che un semplice Memorial, quello dedicato a Mimmo Costa è un modo per mantenere vivo un patrimonio umano e sportivo che appartiene a Sant’Alessio e a tutta la Riviera Jonica.
Un patrimonio riassunto perfettamente da quelle parole pronunciate durante la serata: “il Presidente dei Presidenti”.
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