Tutti i quotidiani sportivi a livello nazionale hanno commentato il gesto della Figc Italiana – guidata da GianCarlo Abete – di non fare osservare un minuto di silenzio in tutti i campi di calcio nell’ultimo turno di campionato, eccezion fatta per le due partite dove erano impegnate le due squadre siciliane: Palermo – Juventus e Bari – Catania. Ecco quanto riportato dai maggiori quotidiani sportivi.
SPORTAL.IT: Non c’è una risposta al perché sui campi di calcio non sia stato osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Messina. Una mancanza grave per cui al momento non sembra esserci un responsabile, non uno solo almeno. Il silenzio è stato osservato solo a Bari per Bari-Catania, Palermo e sul campo di Bergamo per Atalanta-Milan e questo perché l’arbitro era convinto che ci fosse una disposizione da parte della Lega. Bravo il direttore di gara, ma dalla Lega non era arrivato nulla, come nulla era stato deciso dalla Federcalcio che venerdì aveva invece autorizzato il raccoglimento solo per le partite che vedevano impegnate le squadre siciliane. Per i morti di Messina, di fatto, la serie A non si è fermata e di questo fatto bisognerà dare una spiegazione e magari presentare anche delle scuse. Alcuni club avevano chiesto indicazione alla Figc, ma non hanno ricevuto risposta. Disorganizzazione più che indifferenza, a questo si vuole credere per essere generosi. Resta il fatto, un fatto grave, che per quanto piccolo e per molti senza valore avrebbe comunque contribuito a rendere meno effimero e vuoto il mondo del pallone.
LA GAZZETTA DELLO SPORT: “Quel minuto di silenzio che non unisce l’Italia”
“Per la tragedia di Messina un momento di raccoglimento solo prima delle partite del Catania e del Palermo. E a Bergamo, per errore dell’arbitro Rocchi. Dalla Lega nessuna indicazione. Poi il presidente Abete si scusa: “Difetto di coordinamento”
Un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione a Messina è stato osservato ieri pomeriggio a Bergamo, prima di Atalanta-Milan. Lo ha deciso l’arbitro Rocchi. E’ successo, fuori dalla Sicilia, soltanto a Bergamo e soltanto perché l’arbitro era convinto che la disposizione fosse stata comunicata dalla Lega all’Atalanta e al Milan. Ma la Lega non aveva diramato nessun comunicato. La Federcalcio, invece, venerdì aveva autorizzato (o indicato?) il raccoglimento soltanto per le partite che vedevano impegnate le squadre siciliane. Dalla Serie A ai campionati dilettanti. E l’altra Italia del calcio? Per i morti di Messina non si è fermata.
DISORGANIZZAZIONE — Solo due squadre di A hanno scelto di scendere in campo con il lutto al braccio, rispettando un minuto di silenzio in memoria delle vittime: il Catania (sabato sera a Bari) e il Palermo (posticipo con la Juventus). Ieri si è saputo che alcune società avevano chiesto indicazioni in Lega. La risposta? Nessuna risposta. Nulla, sappiamo… Indifferenza? Insensibilità? Ottusità? Forse siamo solo davanti a semplice, disarmante, confusa disorganizzazione del sistema. Bastava un minuto, un pensiero per unire anche l’Italia del pallone. Altri sport, pallavolo (A1), basket (Supercoppa), lo hanno fatto. Su otto campi. Il calcio no e ha perso una buona occasione. Il calcio si è fermato per un attimo solo a Bergamo, per un errore dell’arbitro Rocchi. Stavolta molto applaudito.
ERRORE E SCUSE — Nella mattinata di lunedì, ai microfoni di “La politica nel pallone”, il presidente della federcalcio Abete, ammette: “C’è stato un difetto di coordinamento. Il 2 ottobre è stato disposto il minuto di silenzio solo sul territorio siciliano. Se si commettono degli errori, bisogna ammetterli. Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi la responsabilità. Il mondo del calcio affronta determinate tragedie con spirito di solidarietà, questo non deve essere messo in dubbio”
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CORRIERE DELLO SPORT : “Minuto silenzio Messina, “mea culpa” di Abete”Il presidente della Figc: «Esprimo la mia amarezza, la mia solidarietà e voglio anche assumermi la responsabili MINUTO DI SILENZIO – Del turno appena giocato Abete più che degli errori si rammarica del mancato minuto di raccoglimento sui campi per le vittime di Messina. «Come presidente della Federazione esprimo la mia amarezza, la mia solidarietà e voglio anche assumermi la responsabilità per il fatto che il minuto di silenzio non ha unito: questo cattivo coordinamento tra la federazione e le leghe ha determinato un effetto che era assolutamente contrario a quelle che erano le nostre volontà. Se si commettono degli errori bisogna avere la capacità di ammetterli, però vorrei che nessuno dubitasse del livello di attenzione, di sensibilità che mille volte la federazione ha dimostrato sui grandi temi e sulle grandi tragedie che hanno colpito il nostro Paese e non solo. C’è un errore e bisogna avere la capacità di ammetterlo quando si è a capo di un’organizzazione». E la Figc è pronta a sostenere un’iniziativa a sostegno degli alluvionati siciliani: «È un impegno che assumiamo, perchè dobbiamo essere in prima linea sul versante delle iniziative di solidarietà
EUROSPORT: Il presidente Figc ammette le carenze organizzative del weekend. Soltanto a Palermo e Bergamo si è osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’alluvione di Messina. Un fatto più che discutibileNon è stato un weekend felice per il nostro calcio. E non ci riferiamo al gioco in sé. Pensiamo piuttosto a quanto è accaduto prima che le partite iniziassero. A Palermo è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Messina. Negli altri campi no, se si eccettua Bergamo.
MOTIVI DIFFICILI DA CAPIRE – Come mai è successo tutto questo? Difficile da spiegare. Quello che è certo è che solo tre squadre hanno scelto di utilizzare il lutto al braccio (Bari, Catania e Palermo) e che la Lega Calcio non aveva dato indicazioni ai club che avevano chiesto ragguagli. Inoltre, si è poi scoperto che il minuto di silenzio prima di Atalanta–Milan è stato dovuto da un errore dell’arbitro Rocchi, convinto che la Lega avesse ordinato il raccoglimento.
LA FIGC CORRE AI RIPARI – Se il silenzio prima dei match non c’è stato, quello al momento delle spiegazioni è stato quasi eccessivo. E soltanto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha provato a dire la sua. “C’è stato un difetto di coordinamento – ha dichiarato ai microfoni di “La politica nel pallone” – perché il 2 ottobre è stato disposto il minuto di silenzio solo sul territorio siciliano. Se si commettono degli errori, bisogna ammetterli. Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi la responsabilità. Il mondo del calcio affronta determinate tragedie con spirito di solidarietà, questo non deve essere messo in dubbio”.
MESSINA SPORTIVA: Abete: ”Mi assumo le responsabilita’ per il mancato minuto di silenzio” Fa discutere il caso del minuto di silenzio osservato soltanto in occasione delle gare con impegnate le formazioni siciliane. “Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi la responsabilità” ha detto il presidente della Figc, intervenuto ai microfoni di “La politica nel pallone” su GR Parlamento. Il minuto di silenzio per i morti dell’alluvione di Messina, osservato soltanto in occasione delle gare che vedevano impegnate le formazioni siciliane, ha aperto un lungo dibattito nell’opinione pubblica. Chiare ed evidenti le responsabilità della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Finalmente giungono, seppur a distanza di 24 ore, le prime ammissioni di colpa, che comunque non bastano a rimediare alla gravissima mancanza di rispetto per le popolazioni colpite dalla tragedia. “Se si commettono degli errori, bisogna ammetterli. Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi la responsabilità” ha detto il presidente della Figc Giancarlo Abete, intervenuto ai microfoni di “La politica nel pallone” su GR Parlamento. “Esprimo amarezza e solidarietà e voglio assumermi le responsabilità per il fatto che effettivamente il minuto di silenzio non ha unito ieri e l’altro ieri. E’ stato un cattivo coordinamento, fermo restando che la Lega Dilettanti si è mossa in modo idoneo. Questo ha determinato un effetto contrario alle nostre volontà”. “Vorrei che però nessuno dubitasse – ha aggiunto Abete – del livello di sensibilità che mille volte la Figc ha dimostrato nei confronti delle tragedie che hanno colpito il nostro Paese. Per un carente coordinamento si commettono errori: sia chiaro che non è dovuto ad una logica di considerare separate le vicende da dove accadono e bisogna avere la capacità di ammetterli. Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi errori e positività”.
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