Ognuno di noi ha un giorno da ricordare, un giorno che certamente non sarà mai dimenticato che resterà sempre nei nostri ricordi da tutti i punti di vista. Quello che è accaduto Lunedi 19 Dicembre 2016 nell’aula consiliare del Comune di Santa Lucia del Mela resterà senz’altro nella memoria dei protagonisti del premio “The Best Coach 2016” miglior allenatore della stagione sportiva 2015-16 dell’Associazione A.I.A.C. di Messina.
Un riconoscimento per chi dopo aver vinto un campionato, nel nostro caso quello di Calcio a 5 maschile di Serie D del Comitato di Messina. Un traguardo tagliato dopo un cammino vincente lungo di 20 gare con 16 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 121 reti realizzate e 44 subite, primo posto con 50 punti con nove punti di vantaggio sulla coppia Parrocchia S.Alessio – Alias (41). Un bottino che vale il salto di categoria per un sogno che tre stagioni prima sembrava solo illusorio, stiamo parlando di mister Arturo Carciotto che sulla panchina dell’Akron Savoca ha scritto un pagina indimenticabile di uno sport sconosciuto nella nostra riviera jonica, grazie alla sua determinazione, dedizione, ma soprattutto l’amore viscerale verso il Calcio a 5……..tanti anni di sacrifici, tante anche le soddisfazioni, anche momenti di delusioni, in un colpo solo come un fotogramma sono passati davanti agli occhi di Carciotto poco prima di ricevere il premio.
Sensazione sicuramente indescrivibile ed unica, allora la domanda sorge spontanea, mister Carciotto, intanto complimenti….che sensazione si prova ricevere un riconoscimento del genere? “Si prova molta soddisfazione, certamente, a stare in mezzo a tecnici di prestigio e ricevere, contestualmente, un premio per aver raggiunto un traguardo storico per lo sport savocese e del comprensorio Jonico”.
Un successo personale che certamente condividi con altri che hanno creduto in te? “Assolutamente si. Il riconoscimento dell’Aiac va al tecnico ma, senza dubbio, i meriti sono da condividere con tutti gli atleti, in primis, e poi con coloro che hanno sostenuto la squadra da “dietro le quinte”. Un riconoscimento arrivato per aver vinto il campionato di Serie D con l’Akron, ma sicuramente un premio che parte da lontano? “Il percorso é iniziato tre stagioni addietro quando, insieme all’Arch. Massimo Stracuzzi ed all’Avv. Bellezza, abbiamo coinvolto l’allora Presidente Alberto Impellizzeri e lo abbiamo convinto ad iscrivere una squadra al campionato di serie D. Siamo partiti da zero, con un organico composto in grandissima parte da ragazzi che non avevano mai giocato a calcio a 5 e nonostante ciò abbiamo ottenuto un ottimo piazzamento nel girone unico.
La stagione successiva siamo stati protagonisti di una battaglia testa a testa con la Nike Giardini, squadra che annoverava tra le proprie fila giocatori con esperienze in categorie superiori, che poi ha avuto la meglio. Siamo però riusciti a concludere alla grande la stagione vincendo i Playoff provinciali contro lo Sporting Club Villafranca. La stagione scorsa, infine, abbiamo finalmente raccolto i frutti di quanto seminato vincendo il campionato con diverse giornate d’anticipo, esprimendo un livello di gioco molto apprezzabile e mantenendo sia l’imbattibilità casalinga che la miglior difesa del campionato per ben 2 stagioni consecutive”.
Senza alcuna retorica….tu sei stato il pionere del calcio a 5 nella riviera jonica in quel lontano 2013 con i primi passi con l’Akron Savoca per arrivare al nuovo incarico nell’organigramma dell’associazione allenatori………..sacrifici, soddisfazioni e qualche rammarico?
“È venuto tutto da se, io mi sono limitato a dare sempre il massimo continuando a studiare ed aggiornarmi senza sosta. Grazie alla stima che qualche collega ha cominciato a nutrire nei miei confronti ho avuto la possibilità di entrare a far parte dell’Aiac, prima come delegato per la zona Jonica e adesso come Responsabile del settore Calcio a 5. In questi pochi, ma intensissimi, anni di panchina i sacrifici sono stati parecchi e le soddisfazioni altrettante. I risultati altisonanti che abbiamo ottenuto hanno avuto un eco che ha superato abbondantemente i confini della provincia di Messina.
Abbiamo anche avuto l’onore di giocare delle amichevoli di prestigio contro la Peloritana – serie C1- (all’epoca allenata dall’amico Mr. Fede) e sopratutto contro la storica squadra dell’Augusta di Mister Nino Rinaldi – serie A2- all’interno del Palajonio, uno dei templi del calcio a 5 italiano, in cui i ragazzi si sono confrontati con straordinari atleti brasiliani del calibro di Jorginho, Diogo Teixeira, Arthur Fortuna ed il portiere Soso. Tante emozioni ma nessun rimpianto, tutto quello che ho fatto in questo lasso di tempo é stato in funzione del bene della squadra e penso di aver adempiuto alla grandissima al mio compito di allenatore”.
Adesso cosa cambia nella carriera di allenatore di Arturo Carciotto? “Cambierà ben poco, continuerò a seguire clinic, guardare partite, aggiornarmi ed a confrontarmi con allenatori più esperti e preparati di me per cercare di perfezionarmi ancora. Allo stesso tempo cercherò di onorare il ruolo che mi è stato affidato dall’Aiac nel migliore dei modi, sostenendo gli associati e combattendo gli abusivi che rappresentano una vera e propria zavorra allo sviluppo del movimento calcio a 5”.
Ti auguro che questo sia il primo di tanti riconoscimenti……….cosa prevede il futuro di Carciotto? “Grazie, lo spero, ma non so cosa prevedrà il futuro, per adesso mi sto godendo appieno il meritato riposo dopo tre lunghe e faticose stagioni. Mi piacerebbe essere coinvolto in qualche progetto serio, ambizioso, che possa riguardare non solo una prima Squadra ma, possibilmente, anche una scuola calcio a 5 qualificata in cui sia possibile contribuire a creare una nuova generazione di giocatori di calcio a 5 con la mentalità e le caratteristiche dei giocatori del futsal moderno.
Mi auguro di poter contribuire alla crescita del calcio a 5 nel nostro comprensorio perché, sebbene non ci siano molte strutture adatte, credo che sia possibile determinare una crescita del movimento in termini qualitativi e di partecipazione. Infine devo ringraziare te, caro direttore, perché sei uno dei pochissimi giornalisti che dà spazio al nostro sport e che cerca di sostenere per quanto possibile le realtà del nostro comprensorio. Grazie per il tuo supporto”.