La passione per i motori non conosce età. Lo dimostra Natale Mirabile, protagonista della quarta parte di SportEmpire – La passione che unisce, il programma condotto da Mimmo Muscolino, con la regia di Franco Gatto. In studio anche gli opinionisti Tino Lo Conte ed Enzo Saccà, per una conversazione dedicata al Rally di Taormina, alla preparazione delle gare e alle caratteristiche delle prove speciali che attraversano il territorio jonico.
Un appuntamento nel quale il pilota ha ripercorso le tappe più significative della propria esperienza, soffermandosi sulle difficoltà tecniche, sull’importanza della preparazione e sulla voglia di continuare a correre.
Una passione che continua nel tempo
Per Natale Mirabile il rally resta molto più di una semplice competizione. È una passione che lo accompagna da tanti anni e che lo spinge ancora oggi a mettersi in gioco. Alla domanda sulla voglia di partecipare ancora alle gare, la risposta è immediata: «È il mio sport preferito, quindi quando posso cerco di praticarlo».
Dopo le esperienze agonistiche degli anni Novanta, tra rally e competizioni in pista, Mirabile ha ripreso a correre scegliendo di dedicarsi alle vetture storiche. Un percorso che gli ha consentito di affrontare nuove sfide e di raggiungere traguardi importanti anche fuori dai confini regionali. Il Rally di Taormina, in particolare, conserva un significato speciale. «Al rally tengo in maniera particolare perché è il rally di casa mia», ha spiegato, ricordando anche l’assenza nell’edizione precedente, quando era impegnato nei lavori sulla propria vettura.
Al debutto con Mirabile il giovane Antonino Crocetta
Tra le novità di questa partecipazione c’è la presenza di Antonino Crocetta, 19 anni, giovane che non aveva mai corso un rally e che si prepara a vivere la sua prima esperienza in questa disciplina. Mirabile ha deciso di coinvolgerlo nell’avventura, riconoscendone le potenzialità e considerando anche la sua precedente esperienza nell’enduro. «È un ragazzo che secondo me potrebbe diventare molto bravo», ha raccontato il pilota durante la trasmissione.
Crocetta ha già familiarità con il mondo delle due ruote e con alcune dinamiche della guida sportiva. Il rally, tuttavia, richiede un approccio specifico, fatto di collaborazione tra pilota e navigatore, conoscenza del percorso e capacità di affrontare situazioni sempre differenti. La scelta di condividere l’abitacolo con un giovane al debutto rappresenta anche un’occasione per trasmettere esperienza e accompagnare una nuova generazione verso il mondo dei rally.
Dal Campionato Siciliano al Tour de Corse Historic
Nel corso dell’intervista, Mirabile ha ripercorso il proprio cammino sportivo, iniziato con le competizioni nelle zone della Sicilia. Dopo le partecipazioni al Campionato Siciliano, con risultati importanti e anche una vittoria, sono arrivati gli impegni nel Trofeo Rally di Zona e nel Campionato Italiano. Successivamente è maturata l’opportunità di partecipare al Campionato Europeo. Un percorso nel quale il pilota ha ricordato anche il contributo di Salvatore Venuti, al quale ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare.
Poi la sfida del Tour de Corse Historic, una manifestazione che Mirabile considera di grande prestigio nel panorama delle competizioni riservate alle vetture storiche. «Il Tour de Corse è un rally molto particolare», ha spiegato, sottolineando la lunghezza e la complessità dell’evento. Il percorso si sviluppa per circa 1.100 chilometri e la gara si articola su cinque giorni, con un impegno che può proseguire tra il giorno e la notte.
Non si tratta soltanto di guidare velocemente: occorrono una preparazione fisica adeguata, un’organizzazione efficiente e un’assistenza capace di sostenere l’equipaggio lungo tutta la manifestazione. Nel ricordare le dimensioni dell’evento, Mirabile ha parlato di circa 600 vetture complessive, considerando le diverse categorie e specialità presenti. Un’esperienza che lui stesso ha definito fuori dal normale.
La Fiat Ritmo Abarth: dalla vettura storica alla macchina da corsa
Uno dei passaggi più interessanti della conversazione ha riguardato la vettura con cui Mirabile affronta i rally storici: una Fiat Ritmo Abarth, protagonista di un importante lavoro di trasformazione tecnica. Il pilota ha spiegato di aver scelto il passaggio dal Gruppo N al Gruppo A dopo un periodo nel quale, per motivi personali, aveva dovuto rinviare alcuni programmi.
La differenza tra le due configurazioni è significativa. Il Gruppo N si basa su vetture derivate dalla produzione di serie, mentre il Gruppo A richiede interventi tecnici più profondi e una preparazione specifica per l’impiego agonistico. «Abbiamo fatto una vera e propria macchina da corsa», ha spiegato Mirabile, descrivendo il lavoro svolto sulla vettura.
Tra gli interventi citati figurano il cambio ravvicinato, il differenziale autobloccante, l’impianto frenante maggiorato, l’assetto regolabile, la carrozzeria alleggerita e la scocca rinforzata. Modifiche che richiedono tempo per essere realizzate e messe a punto, ma anche un periodo di adattamento per il pilota, chiamato a conoscere le reazioni di una vettura con caratteristiche profondamente diverse rispetto a quelle di serie.
Rally di Taormina, le prove speciali e le difficoltà del percorso
La discussione si è poi concentrata sulle prove speciali del Rally di Taormina, con un’analisi delle caratteristiche tecniche dei diversi tratti cronometrati. La nuova prova di Forza d’Agrò, lunga circa 3,2 chilometri, rappresenta una delle novità dell’edizione. Mirabile conosce la strada per precedenti esperienze, ma ha ricordato che il comportamento della vettura può cambiare sensibilmente in base alle condizioni dell’asfalto. «È la prima volta che si fa», è stato il commento riferito alla nuova speciale, sulla quale la presenza di tornanti e di alcuni brevi rettilinei renderà importante trovare il giusto equilibrio tra velocità e precisione.
La prova di Limina, lunga circa otto chilometri, presenta invece un’alternanza di tratti veloci e sezioni più tortuose. Gli allunghi che precedono i tornanti rendono importante la disponibilità di motore e la capacità di sfruttare la vettura nei punti più favorevoli. Per quanto riguarda Alì, durante la trasmissione è stata evidenziata la presenza di numerose curve ravvicinate e di una pendenza significativa. Una speciale che può mettere alla prova la capacità di gestire la vettura nei tratti più lenti e nei cambi di direzione.
La Misserio-Savoca, lunga circa nove chilometri, presenta invece una prima parte molto veloce, prima di arrivare a sezioni più strette e tecniche. Il percorso attraversa anche borghi e tratti caratteristici del territorio, alternando esigenze di guida differenti. Ogni prova, dunque, presenta peculiarità che richiedono un approccio specifico. Non basta conoscere la strada: occorre valutare il fondo, la pendenza, la successione delle curve e le condizioni meteorologiche.
«Curo ogni particolare»: il segreto della preparazione
Qual è il segreto per affrontare un rally? Mirabile non individua una formula unica, ma insiste sulla preparazione e sulla capacità di prevedere le possibili difficoltà. «Quando preparo il rally passo al setaccio tutto quello che può servire, anche nei minimi dettagli», ha spiegato.
Il pilota ha raccontato di cercare di anticipare diversi scenari, considerando non soltanto il percorso, ma anche gli eventuali problemi tecnici che potrebbero verificarsi durante la gara. Un esempio riguarda l’interfono del navigatore, un dispositivo fondamentale per la comunicazione nell’abitacolo. Un guasto improvviso può complicare la gestione della prova e richiedere una reazione immediata.
Per Mirabile, quindi, la preparazione non si limita alla conoscenza delle strade o alla messa a punto della macchina. Significa anche essere pronti a gestire gli imprevisti senza perdere lucidità. Una filosofia riassunta nelle sue parole: «Curo molto la preparazione, il dettaglio, ipotizzando appunto anche vari scenari».
Asfalto asciutto o bagnato? Ecco la preferenza del pilota
Tra le domande rivolte a Mirabile c’è stata anche quella sulle condizioni meteorologiche, particolarmente importanti alla vigilia di una gara. Il pilota ha ammesso di preferire l’asfalto asciutto, perché gli permette di affrontare la competizione con maggiore tranquillità. «Io preferisco l’asciutto perché sono un po’ più rilassato», ha spiegato, riconoscendo però che ci sono piloti particolarmente abili anche sul bagnato.
Quando il fondo è umido o scivoloso, infatti, diventa ancora più importante adattare lo stile di guida alle condizioni della strada e mantenere la capacità di reagire alle situazioni impreviste. Anche il rally notturno richiede una preparazione specifica. Mirabile ha ricordato come, agli inizi della sua carriera, molte gare si svolgessero prevalentemente di notte, mentre oggi la situazione è cambiata.
La regola, però, rimane la stessa: se una prova deve essere affrontata al buio, occorre prepararsi adeguatamente a quelle condizioni, senza lasciare nulla al caso.
Nessuna prova va sottovalutata
Un altro concetto importante emerso durante il confronto riguarda la lunghezza delle prove speciali e le preferenze personali dei piloti. Per Mirabile non è corretto affrontare una gara pensando soltanto alle prove più congeniali al proprio stile di guida. «Nel rally, personalmente, questa è la mia convinzione, non deve esserci la prova che ti piace, quella che preferisci», ha dichiarato.
Ogni speciale deve essere affrontata con la giusta concentrazione, indipendentemente dalla sua lunghezza o dalle difficoltà che presenta. Una prova può adattarsi meglio alle caratteristiche di una vettura o allo stile di un pilota, ma questo non deve diventare un motivo per sottovalutare le altre. È una questione di mentalità: prepararsi a ogni eventualità e mantenere un approccio lucido lungo tutto il percorso.
Il Rally di Taormina: programma e partecipanti
Nella parte finale della trasmissione, spazio anche alle informazioni sulla manifestazione e al programma previsto per il fine settimana. Al momento della registrazione, le iscrizioni si erano appena chiuse e l’elenco ufficiale non era ancora stato pubblicato. Durante la puntata è stato successivamente comunicato il dato di 121 iscritti, con dieci equipaggi indicati tra quelli in lotta per l’assoluto e dieci vetture Rally2 nella categoria moderna. Per le storiche risultavano 27 iscritti e sette vetture nella categoria Classic.
La partenza era prevista da Taormina nel pomeriggio di sabato, con il primo passaggio sulla prova di Limina e il successivo appuntamento con la nuova speciale di Forza d’Agrò, destinata a concludere la prima giornata. Domenica il programma prevedeva le prove di Misserio-Savoca e Alì, alternate ai trasferimenti, ai riordini e alle assistenze. L’arrivo finale era previsto a Taormina, nella zona del parcheggio Lumbi e di piazza Vittorio Emanuele, per le premiazioni e il parco chiuso.
Un percorso che coinvolge diversi centri della Riviera Jonica e che offre al pubblico l’occasione di seguire da vicino una manifestazione capace di unire competizione, passione e valorizzazione del territorio.
La domanda a sorpresa: «Sono orgoglioso quando raggiungo un obiettivo»
La chiusura dell’intervista è stata affidata alla rubrica della domanda a sorpresa, uno dei momenti caratteristici di SportEmpire. A Mirabile è stato chiesto quale fosse il momento in cui si era sentito più orgoglioso di sé stesso. La risposta ha superato i confini dello sport, toccando un tema che riguarda anche la vita quotidiana: la soddisfazione di riuscire a portare avanti un progetto e raggiungere il risultato desiderato.
Il pilota ha ricordato come questa sensazione sia legata alla consapevolezza di aver completato un percorso, anche quando le difficoltà rendono il traguardo tutt’altro che scontato. Una risposta che riassume il senso della sua esperienza: continuare a coltivare una passione, affrontare nuove sfide e lavorare con determinazione per raggiungere gli obiettivi.
La partecipazione di Natale Mirabile a SportEmpire si chiude così con il racconto di una carriera fatta di motori, sacrifici, studio e passione. Un’intervista che, attraverso l’esperienza di un pilota della Riviera Jonica, restituisce il valore sportivo e umano del rally, alla vigilia di un appuntamento particolarmente sentito sul territorio.
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