La pallavolista reggina, ospite insieme al presidente Giuseppe Iannino, ha raccontato le emozioni del debutto in Serie B2, il proprio percorso sportivo e le aspettative per la nuova avventura con la formazione jonica. Il campionato è iniziato nel migliore dei modi: vittoria per 3-0 sul campo della Nuova Gela Volley, un risultato che ha sorpreso gli addetti ai lavori, ma che ha confermato le qualità del gruppo.
Il debutto perfetto: «Siamo entrate in campo determinate»
Chiara, che cosa ha rappresentato la vittoria di Gela? «È andata molto bene, perché è stato un po’ inaspettato. Siamo arrivate là spensierate, tranquille, cercando di fare il meglio che potevamo, considerando anche gli acciacchi che abbiamo avuto durante la preparazione».
La squadra, però, ha saputo trasformare la tranquillità in determinazione: «Una volta arrivate, siamo entrate in campo determinate, cercando di mettere in pratica tutto quello che avevamo fatto in questo mese, e ci siamo riuscite».
Un successo costruito anche con la testa, soprattutto nei momenti più delicati della partita. «Quando abbiamo vinto il primo set, ci siamo dette: intanto portiamo a casa un set, poi cerchiamo di prenderne un altro per conquistare almeno un punto. Dopo il secondo set, nel quale abbiamo fatto una bella prestazione, ci siamo dette: perché non finire 3-0?».
La rimonta nel terzo parziale ha rappresentato un ulteriore segnale della maturità della squadra. La New Amando è riuscita a ribaltare una situazione complicata nel finale, dimostrando lucidità e carattere.
La forza del gruppo e il sostegno dei tifosi
A Gela, oltre alle qualità tecniche, è emersa la capacità di restare concentrate anche sotto pressione. «Dal punto di vista mentale eravamo proprio sul pezzo», ha spiegato Chiara, sottolineando come le avversarie, probabilmente condizionate dal ruolo di favorite, abbiano avvertito maggiormente la tensione nei momenti decisivi.
Un altro aspetto che l’ha colpita è stato il sostegno dei tifosi della New Amando, presenti anche in trasferta. «Non conoscevo i tifosi della New Amando Volley, però ci hanno seguite in trasferta fino a Gela e hanno fatto più casino di tutti».
Un incoraggiamento percepito fin dal riscaldamento, tra tamburi, cori e sostegno continuo. «Li sentivo perché erano gli unici che si sentivano in tutto quel palazzetto. Erano sempre lì, anche durante il riscaldamento». Un legame che può diventare un valore aggiunto durante una stagione lunga e impegnativa.
Una scelta nata dalla fiducia nel progetto
Per Chiara, la pallavolo è anche responsabilità verso la maglia che si indossa. «Per me andare in una squadra vuol dire vestire la maglia e prendersi l’impegno di fare bene. L’obiettivo è disputare un bel campionato, sereni e tranquilli».
La scelta della New Amando è maturata attraverso i contatti con il direttore sportivo Danilo, che le ha illustrato il progetto della società. «Quest’anno volevano fare proprio questo campionato tranquillo, cercando di fare bene e di dare il meglio. Ho detto: perché no?».
A convincerla anche la possibilità di giocare vicino casa, considerando il percorso universitario in Ingegneria industriale, e la fiducia maturata nel lavoro della società. Le aspettative sono positive: «Possiamo fare bene. Abbiamo tutte le qualità per farlo, quindi prendiamola una partita alla volta e cerchiamo di andare il più avanti possibile».
Dalle giovanili alle nuove sfide
Il percorso di Chiara parte dalla palestra, dove è cresciuta respirando sport fin da bambina. In famiglia c’erano già la pallavolo e il basket, ma è stato il volley a conquistare il suo interesse. «Sono cresciuta proprio in palestra. Ci hanno provato a farmi fare basket, ma non ci sono riusciti».
Per anni è rimasta legata alla sua prima società, lavorando quotidianamente per migliorare e inseguire i propri obiettivi. «La mia allenatrice credeva molto in me. Io tutti i giorni in palestra, entravo alle quattro e uscivo alle otto per allenarmi e cercare di fare quello che mi piaceva».
Tra i ricordi più significativi ci sono le finali nazionali giovanili, traguardi raggiunti grazie al lavoro e alla determinazione del gruppo. «L’ultima finale nazionale è stata emozionante, perché era l’ultima esperienza con la mia società. Abbiamo lavorato molto per arrivare a quell’obiettivo: finire il nostro percorso giovanile con una finale nazionale». Un’esperienza che ha contribuito alla sua crescita e che oggi rappresenta un patrimonio importante da mettere a disposizione della New Amando.
E sul piano tecnico? La schiacciatrice è consapevole che il percorso di crescita non finisce mai. «Non si smette mai di imparare. Grazie al mister Claudio Mantarro stiamo lavorando e ci sono sempre delle correzioni tecniche».
Le domande flash
La rubrica più veloce di SportEmpire ha permesso di conoscere meglio gusti, preferenze e obiettivi della giocatrice.
Il fondamentale che preferisci? L’attacco.
La vittoria più emozionante? Quella di Gela.
Una qualità indispensabile per una schiacciatrice? La spalla.
L’obiettivo personale per questa stagione? Fare bene.
Allenamento o partita? Partita.
Attacco vincente o punto a muro? Attacco vincente.
Musica prima della gara? Sì.
Meglio un ace o una schiacciata imprendibile? Una schiacciata imprendibile.
La più chiacchierona nello spogliatoio? Melissa.
Una partita che vorresti rigiocare? La finale interregionale Under 17.
Risposte rapide, tra sorrisi e spontaneità, che restituiscono il ritratto di una giocatrice desiderosa di mettersi in gioco e di vivere pienamente la nuova stagione.
La domanda a sorpresa
La rubrica conclusiva ha riservato a Chiara una domanda particolare: hai mai fatto qualcosa di completamente folle per una scommessa? La risposta è stata immediata e accompagnata dal sorriso: «Sì, mi piacciono le scommesse, quindi l’ho fatto e le farei». Nessun dettaglio ulteriore svelato in diretta, lasciando alla risposta quel pizzico di mistero che caratterizza la rubrica.
Una nuova avventura da vivere
La prima vittoria ha dato entusiasmo alla New Amando Volley, ma Chiara Sant’Ambrogio guarda già avanti. L’obiettivo è continuare a lavorare, migliorare tecnicamente e contribuire alla crescita della squadra. La strada è quella indicata durante l’intervista: affrontare ogni avversaria con determinazione, senza perdere la serenità e la fiducia nelle proprie capacità.
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