Pippo De Pietro: “Non potevo non completare un percorso iniziato con la Valdinisi, lo dovevo…a Mario

Da pochi giorni è iniziata la nuova stagione calcistica della Valdinisi Calcio che si appresta a disputare il suo quarto campionato di Promozione con in panchina il riconfermato Roberto Frazzica ma con delle novità per quanto riguarda il suo staff tecnico completamente rinnovato con il ritorno di Sebastiano Perrone (viceallenatore) e del preparatore dei portieri Pippo De Pietro. Per certi versi la presenza del professore De Pietro ha sorpreso un po’ tutti, visto che aveva manifestato più volte di “lasciare” l’attività agonistica, l’ultima stagione con il S. Alessio doveva essere l’epilogo di una fantastica, prestigiosa carriera di allenatore. Ma non è stato così, è arrivata la proposta della Valdinisi alla quale non ha potuto dire di no, esattamente come ci ha dichiarato “lo dovevo…a MARIOecco di nuovo in sella, anzi di nuovo in campo.

Pippo De Pietro cosa ti ha fatto cambiare idea, visto che avevi deciso di ritirarti dall’attività agonistica? In questa stagione ho raggiunto la bellezza di cinquant’anni di profumo di erba di casa mia che il calcio mi ha dato. Tuffarmi ogni giorno e lottare inseguendo una vittoria piccola o grande che sia, cadere e rialzarmi dopo ogni sconfitta. Sono state l’essenza in fondo della mia intensa e battagliata vita. Non potevo non completare un percorso iniziato con la Valdinisi e raggiungere con loro qualcosa di importante. State tranquilli riuscirò nell’impresa un mastino non molla mai l’osso

Possiamo dire che il richiamo del terreno di gioco è prevalso su tutto? Sono ancora in perfetta forma e allenare nel campo di S. Teresa mi stimola come un ragazzino”

Cosa ti ha convinto della chiamata della Valdinisi? “E’ una famiglia che conosco bene è una squadra che orbita in Promozione dove si gioca al calcio. Io ho sempre lavorato in questa categoria e in Eccellenza e quindi sono convinto di poter migliorare e far crescere i portieri che mi verranno consegnati”.

Per te si tratta di un ritorno in biancorosso, hai fatto parte dello staff tecnico di Perrone nei primi anni della Valdinisi, sono passati anni, sarà diverso,   oppure per te non è cambiato niente? Avevo ricevuto tante richiese ma ho scelto la Valdinisi anche perchè lo dovevo…a MARIO! Oggi la Valdinisi è dotata di un ottima organizzazione e rappresenta un movimento sportivo a 360 gradi. E’ bello conoscere tutti e tutti hanno voglia di riscatto dell’annata precedente. Sebì Perrone e Roberto frazzica sono stati miei compagni di viaggio di tante avventure”.

Una domanda provocatoria, forse non c’erano più stimoli a S. Alessio per continuare il tuo lavoro…?  “No anzi gli amici e dirigenti del S. Alessio sono brave e affettuose persone, l’anno scorso avevano creato come Società i presupposti per la promozione diretta ma la guida tecnica non è stata all’altezza. Bastava pareggiare o vincere una delle tre partite perse negli spareggi e il loro sogno sarebbe diventato realtà. Le squadre incontrate erano alla nostra portata e una risorsa come il sottoscritto doveva essere tenuta in maggiore considerazione. Mi sono messo sempre a disposizione sono sceso per la prima volta di categoria dando il massimo, ma il vuoto non si può colmare con il nulla. Quest’anno la Società ha fatto piazza pulita, aveva confermato solo me come membro dello staff, a conferma del mio impegno e dell’affetto che nutrivamo reciprocamente. Riorganizzato ruoli e staff ma la mia delusione è stata tanta, ho deciso di spostarmi con la Valdinisi del Presidente Rotondo in una categoria consona alla mia professionalità.  Con il S. Alessio comunque, solo le montagne non si incontrano”.

 di “Mimmo Muscolino”