Basta è una vergogna: sospendiamo il campionato di Terza Categoria. Basta con atti di violenza, aggressione agli arbitri che ormai sono diventante le vittime sacrificali di ogni domenica. Se una squadra perde la colpa è degli arbitri? Se si gioca male è si perde la colpa è degli arbitri? Se la squadra avversaria segna una rete, si protesta con l’arbitro perché è viziata da un fallo o da un fuorigioco.
Ma la cosa grave rispetto al passato che l’aggressione agli arbitri prima si verificava sul terreno di gioco da parte dei giocatori, adesso, la tattica si è capovolta, l’aggressione o atti minacciosi avvengono al termine dei 90’ addirittura dentro gli spogliatoi da parte dei dirigenti o presunti tali. Non diciamo fesserie, basta andare a consultare i vari comunicati settimanali per rendersi conto.
Cosa fare per estirpare questa escalation di “aggressione nei confronti di un arbitro” uno contro tutti: 22 giocatori in campo, aggiungiamo anche i dirigenti, non andiamo oltre. Possiamo capire il momento agonistico della gara, il normale pentimento durante la settimana, ma in un paese civile, democratico lo sport non deve essere violenza, ma spirito di libertà agonistica in una competizione puramente limitata ad una “partita”.
Signori giocatori, Signori Presidenti, insomma, tutti gli addetti si tratta solamente di un gioco, di una partita anche se non piace nessuno perdere che si disputa la domenica, poi il giorno dopo tutti dobbiamo andare a lavorare per guadagnarci da vivere per la nostra famiglia patrimonio intoccabile per tutti da difendere a denti stretti. Quando succedono questi episodi, un pugno o una sberla o un calcio può provocare qualsiasi danno alla persona fisica mettendo a rischio anche l’esistenza futura di una persona, in questo caso l’arbitro che coltiva una passione senza guadagnare chissà che cosa, ma in caso di qualche infermità fisica provocate da questi atteggiamenti che noi tassativamente condanniamo, chi paga o risarcisce o chi aiuta la famiglia nel sostenere la vita quotidiana.
Questo non è calcio, non è un modo di socializzazione. Quando un arbitro sbaglia viene messo sulla graticola, adesso faccio una domanda che può essere anche una provocazione: cari dirigenti, cari giocatori quando un vostro tesserato o compagno di squadra sbaglia un gol certe volte anche in maniera incredibile o sbaglia dal dischetto o il portiere commette una papera bisogna adottare lo stesso atteggiamento che viene usato nei confronti dell’arbitro di turno: colpirlo alle spalle, dargli una sberla o un pugno o un calcio dove capita capita?
Certamente questo non succede, ci mancherebbe altro. Quindi anche l’arbitro può sbagliare bisogna accettare l’errore come si accettano gli errori dei propri tesserati o compagni di gioco. Allora cosa fare anche quando un arbitro scende in campo con un atteggiamento presuntuoso o di arroganza, ci sono questi arbitri basta fargli capire che stanno sbagliando attraverso il dialogo nel rispetto delle regole.. Non sono bastati i buoni propositi ad inizio campionato di non usare atti di violenza nei confronti degli avversari, avere il massimo rispetto per gli arbitri, anzi da più parte l’unico motto che noi abbiamo ascoltato:rispetto delle regole, soprattutto dare una mano all’operato degli arbitri, nell’occhio del ciclone nella passata stagione.
Un campionato di Terza Categoria con i riflettori puntati addosso per il numero sempre crescente di Società (ben 41) da fare invidia a tutti: un traguardo raggiunto con enormi sacrifici ed spreco di energie da parte della Figc di Messina, da parte di tutte le Società che ci mettono i soldi che sin dalla prima giornata (Filicudi) è salito alla ribalta per atti di aggressione all’arbitro per finire a domenica scorsa. Forse è arrivato il momento di una pausa di riflessione da parte di tutti, non si può distruggere un giocattolo come si bello costruito negli anni ma basta un attimo per distruggere il tutto. Quindi mettiamoci la mano sulla coscienza cerchiamo di acquisire una giusta cultura sportiva, ad iniziare a fermare per qualche giornata il campionato per richiamare tutti ad un maggiore responsabilità sportiva, se no tutto quello che si è creato va in fumo.
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