È ripartito il viaggio di SportEmpire, il programma dedicato allo sport della Riviera Jonica, e tra i primi ospiti della nuova stagione c’è stato Peppe Ciatto, direttore tecnico della Valdinisi Calcio Nizza, formazione che si prepara ad affrontare per il settimo anno consecutivo il campionato di Promozione.
Negli studi di Radio Empire, Ciatto ha raccontato al conduttore del programma Mimmo Muscolino il momento della società, le scelte compiute durante la costruzione della nuova squadra e la filosofia con cui la Valdinisi si prepara ad affrontare una stagione caratterizzata anche da numerosi derby del territorio.
Una Valdinisi tra continuità e rinnovamento
Il primo tema affrontato è stato quello della costruzione della squadra. Un lavoro tutt’altro che semplice, come ha spiegato Ciatto, soprattutto per la difficoltà crescente nel reperire giocatori del territorio. La linea scelta dalla società resta quella della continuità, cercando di combinare giovani ed elementi più esperti per costruire una rosa equilibrata e competitiva.
Un aspetto sul quale il direttore tecnico si è soffermato riguarda proprio la disponibilità di giocatori locali. Il bacino si è progressivamente ridotto e questo rende più complicato trovare ragazzi del territorio, soprattutto quelli necessari per rispettare gli obblighi legati all’utilizzo dei giovani. Da qui la necessità di guardare anche oltre il territorio e, in alcuni casi, all’estero. Non perché il giocatore straniero venga considerato migliore a prescindere, ma per la necessità di reperire quelle risorse che oggi il calcio locale offre in misura minore.
Il direttore tecnico come punto di equilibrio
Dopo una lunga esperienza maturata anche come allenatore e preparatore atletico, Ciatto ha spiegato il significato del suo attuale incarico. Il direttore tecnico deve essere soprattutto una figura di collegamento tra società, staff tecnico e giocatori. Un ruolo che Ciatto ha descritto come quello di un filtro, di un cuscinetto e di un paracadute.
L’obiettivo è cercare di gestire le situazioni prima che possano trasformarsi in problemi più difficili da risolvere. Una funzione nella quale l’esperienza assume un peso importante: conoscere dinamiche, persone e situazioni permette di intervenire tempestivamente e mantenere un equilibrio all’interno del gruppo.
Il Girone C e il fascino dei derby
La nuova stagione di Promozione propone diverse sfide dal forte sapore territoriale. Per Ciatto, il derby rappresenta una partita particolare, nella quale entrano in gioco elementi che vanno oltre l’aspetto tecnico: il campanilismo, la conoscenza reciproca e la voglia di prevalere sull’avversario del territorio.
Una preparazione quindi diversa rispetto alle altre gare, proprio perché il derby porta con sé motivazioni e pressioni differenti. Quando Mimmo Muscolino gli ha chiesto quale avversaria fosse maggiormente curioso di affrontare, Ciatto ha risposto con una battuta che sintetizza bene il suo approccio: «Tutte quelle che ci permettono di guadagnare tre punti».
Giovani ed esperti per costruire il futuro
Nel progetto della Valdinisi, l’equilibrio tra esperienza e gioventù rimane fondamentale. Ciatto considera l’impiego dei giovani non soltanto come un obbligo regolamentare, ma anche come un’opportunità di crescita. La società sta cercando di individuare ragazzi che possano entrare in un progetto non limitato alla singola stagione, ma con una prospettiva pluriennale. L’idea è quindi quella di costruire una squadra capace di crescere nel tempo, mantenendo una precisa identità.
«Non partiamo dicendo che dobbiamo arrivare primi»
Sul tema degli obiettivi, Ciatto ha scelto la strada della concretezza. La Valdinisi non parte con l’idea dichiarata di dover conquistare il primo posto. L’obiettivo principale è quello di continuare a crescere, mantenere il proprio profilo in Promozione e togliersi delle soddisfazioni durante il campionato. Se poi queste soddisfazioni dovessero portare a lottare per le posizioni di vertice, sarà il campo a dirlo. Nessun proclama, dunque, ma la volontà di affrontare il campionato attraverso il lavoro quotidiano e la crescita del gruppo.
Il gruppo prima di tutto, ma il risultato conta
Per Ciatto costruire un gruppo e un’identità è fondamentale, ma senza dimenticare la componente più importante dello sport: il risultato. Il lavoro settimanale serve a creare rapporti, organizzazione e consapevolezza, ma alla fine è il campo a determinare il valore di una stagione. L’obiettivo è quindi far crescere contemporaneamente gruppo, identità e risultati.
Le novità di SportEmpire: «La Domanda SportEmpire» e «La Domanda a sorpresa»
Tra le novità della nuova stagione di SportEmpire ci sono anche due momenti pensati per conoscere gli ospiti da una prospettiva diversa: La Domanda SportEmpire e La Domanda a sorpresa. Due nuovi spazi che affiancano l’intervista e permettono di andare oltre il ruolo sportivo dell’ospite, alternando una domanda legata alla sua realtà sportiva a una domanda completamente fuori dagli schemi.
Per Peppe Ciatto, la Domanda SportEmpire ha avuto come tema proprio la Valdinisi. La richiesta era scegliere una sola parola per descrivere la squadra che avrebbe voluto vedere in campo durante la stagione.
La risposta è stata immediata: «Unità». Una parola che Ciatto ha poi spiegato attraverso i valori che devono accompagnare la squadra: insieme si cresce, insieme si vince, insieme si lotta e insieme si fanno sacrifici.
La Domanda a sorpresa: 24 ore lontano dal calcio
Poi è arrivato uno dei momenti più curiosi della nuova stagione di SportEmpire, la Domanda a sorpresa. Peppe Ciatto ha scelto una delle buste preparate in studio da Mimmo Muscolino. La domanda lo ha portato completamente fuori dal mondo del calcio: «Hai 24 ore completamente libere, senza calcio, telefonate e impegni. Come le trascorreresti?»
La risposta di Ciatto ha svelato una passione che lo accompagna da sempre: i rally. «Su una macchina da rally. Io sono nato sul sedile di una macchina da rally». Da qui è nata una breve conversazione sulla possibilità di tornare a correre.
Alla domanda del conduttore se fosse mai stato tentato di rimettersi al volante, Ciatto ha spiegato che la passione è rimasta intatta, ma oggi ci sono responsabilità diverse rispetto al passato. «C’è un tempo per tutto. Guidare una macchina da rally è una passione, però ci sono anche dei rischi, ci sono delle responsabilità, c’è la famiglia. Quindi oggi preferisco ricordare quello che è stato».
La seconda domanda a sorpresa ha invece riportato Ciatto direttamente dentro la sua storia calcistica: «Se potessi tornare per un giorno in uno degli altri ruoli che hai ricoperto, allenatore, preparatore atletico o dirigente, quale sceglieresti e perché?»
La risposta è stata netta: l’allenatore. «Sicuramente tornerei a fare l’allenatore. Non perché non voglia fare il direttore tecnico o gli altri ruoli, ma perché allenare è qualcosa che ti prende a 360 gradi. È un impegno costante, non soltanto durante la partita».
Ciatto ha poi spiegato che la decisione di lasciare la panchina è stata legata soprattutto agli impegni lavorativi e familiari. «Diciamo che più che scegliere di smettere, sono stato portato a smettere. Il lavoro e la famiglia hanno le loro esigenze. Per tanti anni ho passato i fine settimana lontano, spesso a Roma con la famiglia, e non era più semplice conciliare tutto».
La voglia di tornare, però, non è mai venuta meno. «Se avessi la possibilità e le condizioni giuste, tornerei ad allenare con enorme piacere».
Il ricordo delle esperienze in panchina
Parlando del passato, Ciatto ha ricordato anche le esperienze vissute sulle panchine di Ciumaredda e Calcio Furci. Due realtà differenti, ma entrambe capaci di lasciargli emozioni, ricordi e rapporti umani che sono rimasti nel tempo. Ancora oggi, infatti, mantiene i contatti con diversi ex giocatori e continua a condividere con loro pensieri e riflessioni sul calcio.
La passione per il calcio non è mai passata
Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per il lato più personale. Ciatto ha raccontato di provare ancora una forte emozione e una grande adrenalina quando vive una partita, soprattutto quando si trova vicino al campo. È proprio quella passione a spingerlo ancora oggi a dedicare tempo ed energie al calcio.
Tra le maggiori soddisfazioni del suo attuale ruolo c’è quella di vedere una squadra raggiungere gli obiettivi prefissati: significa aver fatto le scelte giuste nella costruzione della rosa e aver contribuito a mettere società, staff e giocatori nelle condizioni di lavorare nella stessa direzione.
SportEmpire riparte anche da queste storie
L’intervista a Peppe Ciatto ha raccontato non soltanto la Valdinisi che si prepara al nuovo campionato, ma anche il rapporto personale di un uomo con il calcio e con un mondo che continua a regalargli emozioni.
Dalla costruzione della squadra ai giovani, dai derby agli obiettivi, fino ai ricordi della panchina e alla passione per i rally: una conversazione che ha messo insieme calcio, esperienza e vita personale.
E alla fine, a riassumere il messaggio di Ciatto, resta una sola parola: Unità. Quella che la Valdinisi proverà a trasformare in identità, lavoro e risultati sul campo.
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