Non c’è campionato che le cronache non parlino di aggressione ai direttori di gara, pestaggi, calci, pugni, sberle, insomma, tutto quello che in un momento di “rabbia agonistica” un giocatore, ultimamente anche i dirigenti, si scagliano addosso alle giacchette nere.
Si parla sempre di prevenzione, di cultura sportiva, di arbitri incompenti o arroganti che con il loro comportamento o decisioni intrapresi danneggiano ora una squadra ora un’altra. Di solito quando una squadra perde si cerca di giustificare in un modo o nell’altro la sconfitta indicando che la colpa è direttamente e indirettamente degli arbitri: direttamente per il loro operato durante la gara, indirettamente perché con il loro referto inducono il Giudice Sportivo ad adottare pesanti provvedimenti disciplinari.
Oltre all’arbitro di chi è la colpa? Il parere di quasi tutti gli addetti i lavori (dirigenti, giocatori, tecnici, tifosi) è di chi gestisce il mondo arbitrale, ovvero nel caso della Terza Categoria dell’Aia di Messina e di Acireale, in coabitazione con i designatori arbitrali. La motivazione? Diciamo che le motivazioni sono molteplici, ma su tutti: non conoscono il territorio, il valore tecnico delle squadre di conseguenza i risvolti dell’ambiente dove si disputa una determinata gara con il risultato “designazioni sbagliate”.
Di chi è la colpa? Nel mirino anche il Presidente della Figc di Messina – Carmelo Alfieri – forse l’unico che non c’entra nella gestione degli arbitri. Ma per molti non è cosi. Certamente in base la carica che ricopre, oltre ad essere un ex arbitro, darà i suoi suggerimenti ai responsabili dell’Aia, ma non può andare oltre. Si può criticarlo per altre cose che riguardano le sue competenze, ma non quello che riguarda il “pianeta arbitri”.
Certo lui è il primo che si rammarica di quello che succede in campo la domenica, in ultimo in ordine di tempo vedi i casi Pompei e Calcio Sparagonà, a differenza dei suoi colleghi dell’Aia o dei designatori arbitrali che stanno seduti dietro la scrivania, lui Carmelo Alfieri ogni domenica gira i campi di terza categoria. Voi direte che noi siamo di parte, non è vero, il Presidente Alfieri non ha bisogno di difensori, ha le spalle abbastanza larghe per sostenere le critiche che gli piovono addosso da tutte le parti come se lui fosse l’unico responsabile di tutto ciò.
Di Chi è la colpa? Delle Società, dei giocatori, dei tifosi. No. Secondo loro i colpevoli bisogna trovarli altrove. Di chi è la colpa? Prima giornata di campionato stagione 2011/12 una gara del Girone A di Terza Categoria la squadra di casa aggredisce l’arbitro. Di chi è la colpa? A voi la parola.
Alla vigilia di Natale, esattamente lunedi 12 dicembre nella Sala Stampa dello Stadio S. Filippo di Messina, su iniziativa del Presidente della Figc di Messina Alfieri, si è tenuto un incontro tra i responsabili dell’Aia di Messina il Presidente – Orazio Postorino – di Acireale – Olindo Ausino – con tutti rappresentanti delle Società (all’incontro erano stati invitati i Presidenti, tecnici e capitani delle varie squadre) un faccia a faccia per capire attraverso un dialogo costruttivo le problematiche giocatori-arbitri. Uno stimolo per tutti, una volta chiarite le idee di remare tutti nella stessa direzione, nel rispetto delle regole, il rispetto degli arbitri di aiutarli nei momenti di difficoltà, il rispetto dell’avversario, cioè fare il salto di “maturazione sportiva”.
Nell’incontro sono state avanzate oltre alle varie lamentele, anche delle specifiche richieste:
perché non adottare nei campionati di Terza Categoria la terna arbitrale? Non è previsto dalla normativa Figc.
Anziché mandare allo sbaraglio un ragazzo appena uscito dal corso in mezzo ai giocatori con oltre vent’anni di carriera calcistica, perché non affiancarli come guardalinee ad un arbitro più esperto ( i guardalinee delle Società scusate è una presa in giro). Non è possibile non lo prevede la Figc, oltre alla carenza di risorse umane vi è anche un costo economico.
Altra richiesta mandare arbitri di un certo spessore tecnico per le partite a rischio o di cartello. Anche qui la risposta è stata interlocutoria, le risorse umane sono pochi, chi arbitra in categorie superiore più di una volta rifiuta di arbitrare in Terza Categoria. In conclusione un dibattito costruttivo con l’obiettivo comune alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, non si parli più nelle cronache sportive di aggressioni agli arbitri, agli avversari il tutto per il bene del calcio.
Buoni propositi, ma poi una volta sul rettangolo di gioco subentra la “carica agonistica” ecco altri episodi nei confronti degli arbitri. Di chi è la colpa?
