La Fc Leonzio non demerita, il Ragusa vince 2-0

Progressi, tecnici e tattici, e tanto carattere. Alla FC Leonzio manca solo il risultato nell’ostica trasferta in casa del Ragusa, valida per il quarto turno del Girone B di Eccellenza e conclusasi con il successo dei padroni di casa per 2-0, grazie alla rete in apertura di Sferrazza, il raddoppio nel finale di Grasso.

ASD RAGUSA 1949 – FC LEONZIO 1909 2-0
Marcatori: 1′ Sferrazza, 43′ st Grasso
Ragusa: Di Martino, Marfella, De Rios, Floro, Borrometi, Sferrazza, Battaglia (15’ st Messina), Sangarè, Randis (38’st Belluso), Grasso, Cacciola. All. Raciti
FC Leonzio: Biondi, Hakiki (29’pt Timpano), Godino, Reale, Milizia, Llama, Marino, Lorefice (15’st Calì), Abate, Siclari (27’st Tricarico), Cannone. All. Coppa
Arbitro: Ferrara di Roma. Assistenti: Nicola Conticello e Salvatore Rubino della sezione di Catania
Espulsi: Raciti (allenatore Ragusa), Belluso (Ragusa).
Ammoniti: Llama (L), Cacciola (R), Floro (R), Sangarè(R).
Angoli 5-4. Recuperi: 3’ pt, 3’st

 

Primo Tempo: I leontini vanno subito in svantaggio, al 2′, su un calcio d’angolo. Gli iblei passano grazie al colpo di testa di Sferrazza che riesce a spizzare  di testa il cross proveniente dalla bandierina, quel tanto che basta per beffare la difesa leontina. Incassato lo svantaggio i bianconeri non si scompongono  e cominciano a costruire occasioni, con il Ragusa occupato a contenere la verve di Siclari e compagni. La prima parte di gara finisce 1-0.

Secondo Tempo: Nella ripresa lo spartito della partita non cambia. La Leonzio attacca ed il Ragusa cerca di sfruttare le ripartenze. Al 57′ l’arbitro smorza l’entusiasmo dei ragusani per la seconda rete di Sferrazza, arrivata però in netto fuorigioco e non convalidata.

Nel finale i lentinesi tentano il forcing per trovare almeno il pareggio e si riversano in avanti. Ed è approfittando di questo sbilanciamento che il Ragusa trova il raddoppio, al 90′, con Grasso che raccoglie un rilancio lungo di Di Martino, vince un contrasto, ed in sacca con un pallonetto.

Di “Dario Giuffrida”