L’attaccante taorminese Maurizio Nassi la scorsa settimana alla vigilia della gara di campionato Noto-Licata è stato intervistato dal sito sportivo GolSicilia.it dal giornalista Gian Paolo Montineri, dà la motivazione della sua scelta Licata.
Maurio Nassi è la storia di un uomo che ha dovuto subire un torto giuridico e ha tanto da dire della sua storia, finito nel calderone di coloro che dovevano per forza accusare, ma che realmente non sapendo nulla ha pagato perché era al posto sbagliato nel momento sbagliato, ma una cosa sia chiara: Maurizio Nassi è in gran forma.
Egli parte proprio dal suo stato di salute psicofisica: «Spesso mi sono sentito dire che… forse mi hanno scambiato con mio fratello. In questo periodo particolare della mia vita da atleta ed uomo sono stato messo a dura prova, la mia reazione iniziale alla squalifica è stato il rigetto, quasi lo spegnimento della passione e del sentimento che in modo naturale dall’infanzia mi ha legato al calcio, ho avuto il rifiuto di vedere e leggere di calcio, mi ritrovo implicato in una situazione a me sconosciuta dove la base della giustizia sportiva è legata alla parola e non a fatti, cioè prove, totalmente opposta alla giustizia ordinaria – continua Nassi – il tempo da giocatore che qualcuno mi ha estorto non ritornerà più, ma non ho voluto accettare che la mia carriera finisse così, ecco perché Licata e non Barletta o altre di Lega Pro: cuore, passione, sfida, ma prima di accettare ho voluto verificare di persona, una settimana dentro la società, con mister Ruisi, staff e giocatori. Adesso eccomi».