Il 6-3 al Real Rocchenere, il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra Sant’Alessio e Tre Torri, una squadra profondamente rinnovata e un obiettivo preciso: costruire nel tempo una società capace di valorizzare i giovani del territorio. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati da Salvatore D’Agata, segretario del Sant’Alessio-Tre Torri, ospite dell’ultima puntata di SportEmpire.
Il derby con il Real Rocchenere: «Abbiamo giocato con anima e cuore»
Il primo argomento non poteva che essere il successo per 6-3 nel derby contro il Real Rocchenere, una partita iniziata in salita ma poi completamente ribaltata.
D’Agata ha spiegato così la prestazione della squadra: «Abbiamo affrontato una squadra prestigiosa, con giocatori che hanno militato in categorie superiori. Abbiamo preso un gol nei primi minuti, però la squadra si è compattata. Abbiamo giocato con anima e cuore, con determinazione per tutti i novanta minuti, e alla fine siamo riusciti a portare a casa la vittoria».
Una vittoria arrivata dopo la sconfitta dell’esordio contro il Belpasso e quindi particolarmente importante anche per il morale. «È stata la prima partita in casa e il primo derby. Questa vittoria ci ha dato entusiasmo e soprattutto un po’ di tranquillità dopo la sconfitta della prima giornata».
Una squadra completamente rinnovata
Rispetto alla passata stagione, il Sant’Alessio-Tre Torri ha cambiato profondamente la propria fisionomia. D’Agata ha spiegato il lavoro fatto dalla società per costruire la nuova rosa. «L’anno scorso avevamo soprattutto giocatori argentini e stranieri. Quest’anno abbiamo cercato di cambiare, prendendo soprattutto ragazzi della provincia di Catania, qualcuno del Messinese e anche due ragazzi di Sant’Alessio».
Un mercato non semplice, anche per alcune situazioni legate ai trasferimenti: «Avevamo annunciato alcuni giocatori che poi, per problemi di trasferimento, non sono venuti. Abbiamo dovuto costruire la squadra piano piano».
Il risultato è una rosa molto giovane: «Abbiamo tanti 2006, diversi 2007, qualche 2005 e anche un 2008. Abbiamo inoltre Mantegna, che è un 2010 e ha già giocato in Coppa Italia e nelle prime due partite di campionato».
L’obiettivo: prima di tutto la salvezza
D’Agata non nasconde quale sia la priorità per questa stagione. «L’obiettivo è fare un campionato tranquillo e salvarci il prima possibile».
Un traguardo che assume un valore ancora maggiore considerando le dimensioni della realtà rappresentata: «Per un paese di 1.300 abitanti la Promozione è un lusso». Parole che raccontano bene la difficoltà, ma anche l’orgoglio di disputare una categoria così importante.
Sant’Alessio e Tre Torri: «Un’alleanza che può avere un grande futuro»
Alla base del progetto c’è la collaborazione tra il Sant’Alessio e il Tre Torri. D’Agata ha raccontato come è nata. «Il rischio era che Sant’Alessio non riuscisse a fare la Promozione, perché i costi sono alti e trovare gli sponsor non è semplice. La famiglia Palmieri del Tre Torri aveva già parlato con noi da circa un anno della possibilità di collaborare».
Poi è arrivato il passo decisivo: «Abbiamo trovato entusiasmo e passione da entrambe le parti e abbiamo deciso di iniziare questa collaborazione».
Una prima stagione vista come un punto di partenza: «Quest’anno è un anno di transizione, dobbiamo cercare di salvarci e poi, in futuro, cercare di strutturarci meglio. Secondo me questa alleanza può avere un grande potenziale».
Anche il simbolo racconta la nuova realtà
La nuova identità societaria passa anche attraverso il simbolo scelto per rappresentarla. D’Agata ha spiegato che nel logo sono stati inseriti elementi riconducibili alle due realtà che hanno dato vita al progetto, a rappresentare l’unione tra Sant’Alessio e Tre Torri. Un altro segnale di come la collaborazione non sia soltanto sportiva, ma punti a costruire una nuova identità comune.
Il settore giovanile: «Dobbiamo far crescere i nostri ragazzi»
Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda il settore giovanile. D’Agata ha evidenziato come, senza strutture adeguate, sia difficile costruire un vivaio competitivo. «Le strutture sono fondamentali. Oggi le famiglie guardano anche a quello e scelgono le società che hanno campi e impianti adeguati».
Il progetto futuro è quindi molto chiaro: «Vorremmo creare un nostro settore giovanile e far crescere i ragazzi fino alla prima squadra, senza doverli andare a prendere fuori». Un percorso che richiede tempo e investimenti, ma che secondo D’Agata rappresenta la vera chiave per il futuro della società.
«Prima dobbiamo camminare, poi correre»
E proprio parlando di futuro, D’Agata invita a non bruciare le tappe. L’obiettivo Eccellenza, oggi, sarebbe prematuro: «Prima dobbiamo camminare e poi correre». Il primo passo deve essere quindi quello di consolidare la Promozione, migliorare le strutture e costruire il settore giovanile. «La Promozione per noi è già un lusso. Dobbiamo pensare a costruire bene la società e poi, se ci saranno le condizioni, potremo pensare ad altro».
Il messaggio contro la violenza: «L’insegnamento deve partire da noi dirigenti»
Nel corso della trasmissione si è parlato anche del grave episodio di violenza nei confronti di un giovane arbitro. «L’insegnamento deve partire da noi dirigenti. Anche gli arbitri possono sbagliare, come tutti. Una cosa è protestare verbalmente, un’altra è arrivare all’aggressione: quello è qualcosa di vergognoso».
E il concetto finale è molto chiaro: «Il calcio è il mondo più bello, ma rimane un gioco».
La parola di SportEmpire: «Entusiasmo»
Come da tradizione della trasmissione, D’Agata è stato chiamato a descrivere il nuovo Sant’Alessio-Tre Torri con una sola parola.
La risposta è stata: «Entusiasmo». Una parola che racchiude bene il momento vissuto dalla società, tra il nuovo progetto, la collaborazione con il Tre Torri e una squadra tutta da costruire.
La domanda a sorpresa: nessuna superstizione
Infine, la domanda a sorpresa: c’è un rito particolare prima della partita? D’Agata ha risposto di non avere particolari rituali o superstizioni. Nessun gesto scaramantico, dunque, ma soltanto la normale tensione che precede una partita e la concentrazione necessaria per affrontarla.
Un progetto che parte dai giovani
L’intervento di Salvatore D’Agata racconta quindi una realtà che non vuole limitarsi a vivere il presente. Il 6-3 al Real Rocchenere ha dato entusiasmo e fiducia, ma il vero obiettivo è costruire nel tempo: consolidare la Promozione, rafforzare l’alleanza tra Sant’Alessio e Tre Torri e soprattutto creare un settore giovanile capace di portare i ragazzi del territorio fino alla prima squadra.
Il percorso è appena iniziato. E la parola scelta da D’Agata per descriverlo dice già molto: entusiasmo.
- Francesco Lanza: «Il gruppo è la nostra forza. Pensiamo partita dopo partita»

- Salvatore D’Agata racconta il nuovo Sant’Alessio-Tre Torri: «Entusiasmo e giovani per crescere»

- Salvatore Soraci, il cuore del Volley Letojanni: “Il gruppo è tutto. Non ci siamo mai arresi”

- Davide Santostasi, 18 anni e nessuna paura: «Non voglio avere rimpianti»

- Ivan Lazzaro, il -6: “Deve essere uno stimolo. Se arriviamo all’obiettivo, entreremo nella storia”

- Riccardo D’Amico: “Nessuna offerta era all’altezza di poter stare con questi ragazzi”

