Il prossimo campionato di Serie D potrebbe regalare un ritorno al passato dal sapore unico. Numeri alla mano, il Girone I si candida a diventare un affare geopolitico esclusivo tra Sicilia e Calabria. Con ben 18 squadre aventi diritto all’iscrizione tra le due regioni, si profila all’orizzonte un girone blindato, che escluderebbe (almeno geograficamente) il consueto inserimento delle formazioni campane.
Un totale di 13 siciliane e 5 calabresi pronte a darsi battaglia in una serie infinita di derby infuocati. Ma, come spesso accade nel calcio dilettantistico, tra il dire e il fare c’è di mezzo il bilancio.
Le magnifiche 18: la mappa del Girone I
La geografia del girone è definita, tra storiche conferme, nobili decadute in cerca di riscatto e l’entusiasmo delle neopromosse. Spicca la novità assoluta della Digiesse PraiaTortora sul fronte calabrese e il ritorno di piazze calde come Modica, Licata e Avola (quest’ultima fresca vincitrice dei playoff di Eccellenza) su quello siciliano.
Ecco lo scacchiere completo delle aventi diritto:
| Regione | Squadre |
| Calabria (5) | Reggina, Sambiase, Vigor Lamezia, Vibonese, Digiesse PraiaTortora |
| Sicilia (13) | Nissa, Athletic Palermo, Igea Virtus, Milazzo, Gela, CastrumFavara, Enna, Ragusa, Modica, Licata, Trapani, Siracusa, Avola |
L’ombra del calciomercato societario: chi rischia il blackout?
Se la composizione del girone fa già sognare i puristi del calcio del Sud, la realtà dei fatti impone prudenza. “A meno di clamorose defezioni”, recita il copione estivo della Serie D. E le nubi all’orizzonte non mancano, specialmente sul fronte siciliano, dove la crisi economica stringe la morsa su diverse piazze storiche.
Le situazioni calde:
- Siracusa e Gela: Il destino è ancora tutto da scrivere, con le rispettive tifoserie col fiato sospeso in attesa di garanzie fideiussorie.
- Enna: La società è ufficialmente in “vendita”, alla ricerca di acquirenti solidi capaci di garantire la categoria.
- Milazzo: Caccia aperta a nuove risorse economiche e partner commerciali per dare continuità al progetto.
Se qualcuna di queste società non dovesse farcela, lo scenario del girone “autarchico” siculo-calabrese crollerebbe, costringendo la LND a pescare nuovamente dal bacino campano per colmare i vuoti. Le prossime settimane saranno decisive: la palla, per ora, passa dai piedi dei calciatori alle scrivanie dei commercialisti.
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