Solitamente quando faccio un’intervista cerco di presentare il personaggio, anzi il protagonista sportivo della settimana, nel tentativo di fare conoscere la sua personalità, il suo percorso, le sue doti, ecc, ecc.., in gergo “un’introduzione”……….
Questa volta mi viene difficile farlo, non perché non conosco il nostro amico, un ragazzo riservato, ma allo stesso tempo ambizioso, un ragazzo che più delle parole fa i fatti, è un ragazzo concreto come nella vita anche nello sport.
Nato come tutti nel pianeta del Calcio a 11, poi nel 2013 il suo palcoscenico cambia……….diventa quello del Calcio a 5 dove entra in punta di piedi vestendo la casacca dell’Akron Savoca, per passare alla Parrocchia S. Alessio ad arrivare in questa stagione al Città di Roccalumera……un percorso di tre anni che hanno segnato la personalità sportiva ma anche umana (quanti sacrifici per ritornare a giocare dopo l’infortunio) solo la forza di volontà, ma soprattutto la passione verso questo sport che lo ha fatto innamorare.
Stiamo parlando di Carmelo Lombardo il trascinatore ed leader indiscusso del Città di Roccalumera che disputa il campionato di Serie D di Messina…….non vado oltre perché alle nostre domande Carmelo è un fiume in piena……una lunga intervista dai contenuti forti……..che li scoprirete nel corso dell’intervista.
La prima domanda è d’obbligo chi è Carmelo Lombardo, un giocatore di Calcio a 5 con il vizio del gol, un leader di una squadra o il politico di Scifì….scherzosamente come sei stato definito da un tuo caro compagno di squadra? “Ahi, già qui iniziamo bene…..beh, allora stiamo parlando di due delle mie più grandi passioni, il calcio e la politica intesa come dedicarsi alla propria comunità, di certo sono veramente entusiasta di praticare entrambe, in esse ci metto tutto il mio impegno e la felicità di chi può dedicarsi ai propri piaceri, delle tre che tu hai detto, non saprei dirti, soprattutto perché non mi piace auto elogiarmi o autodefinirmi, mi piace piuttosto concretizzare, fare fatti e dopo far parlare la gente”.
Come nasce la tua passione verso il Calcio a 5? “Nasce nel lontano 2013, giocavo a 11 quando al termine della stagione venni più volte cercato da un ex compagno teatrale, che di nome faceva Arturo Carciotto, inizialmente non ero affatto convinto, anzi…..ricordo che più di una volta smisi di andare a fare i test estivi, ma poi devo dire grazie ad Arturo che ha insistito e quindi convinto a firmare per quella stagione con l’ Akron Savoca e da lì iniziò la mia infatuazione per questo meraviglioso sport, fino ad innamorarmene.
Tu provieni dal calcio a 11, ti ricordi la tua prima partita ufficiale nel mondo del calcio a 5? Che emozione hai provato? “Certo, ricordo la mia prima ufficiale, giocammo fuori casa contro i Blue Stars, ricordo che Arturo mi mise subito in campo dandomi la maglia numero 10 e quanto me la fece pesare nel tempo questa sua scelta (ride). Emozione, non so dirti che emozione provai, io gioco da quando ho 12 anni, ho fatto praticamente tutte le categorie del calcio a 11, giocando dalla promozione sino alla terza categoria, ho fatto parecchie partite per cui sono ormai abituato e poi per carattere sono una persona abbastanza fredda, quindi…..”
Con la maglia della Parrocchia S. Alessio hai disputato un’eccezionale stagione culminata con la vittoria della finale provinciale play-off, una stagione indimenticabile? “La scorsa stagione è stata molto particolare e di certo indimenticabile per diversi motivi. Da un punto di vista personale è stata veramente difficile, perché ho avuto un brutto infortunio al ginocchio destro che mi ha tenuto fuori dal campo per otto mesi circa, ho subito un operazione l’1 settembre 2015 e poi testardamente ho voluto forzare il recupero e infatti son riuscito a giocare la prima di campionato da titolare, a distanza da solo un mese e mezzo dall’operazione era il 24 ottobre se non erro, nonostante il medico che mi ha operato mi aveva RACCOMANDATO che non potevo riprendere a correre assolutamente non prima di 2 mesi dopo l’operazione ma con sole andature lente.
Questa forzatura mi è costata parecchio però, perché ho avuto ricadute, ero costretto a giocare con infiltrazioni antidolorifiche, avendo saltato la preparazione estiva, ho faticato per entrare in condizione, insomma è stata veramente dura, però come dice un vecchio proverbio “la salita è dura ma quando arrivi in cima il panorama è bellissimo” ed è stato veramente bellissimo, vincere i playoff è stato veramente bellissimo, una grande gioia poi soprattutto per averla vissuta con quel gruppo meraviglioso.
E per questo devo un grande grazie a Piero, il mister, che mi è sempre stato vicino e mi ha dato una grande mano nel non abbattermi, mettendomi sempre in campo con grande fiducia, insistendo nel volermi sempre presente anche quando avevo deciso di fermarmi dopo le ricadute i dolori e le difficoltà e al mio amico/fratello Francesco Sciarrone che è stata una spalla fondamentale nella mia ripresa morale prima e calcistica poi, mi è stato molto vicino e mi ha aiutato tantissimo, senza di lui avrei probabilmente mollato nel corso della stagione e di certo non avrei ripreso al ritmo pre-infortunio”.
Quest’anno hai scelto di giocare con il Città di Roccalumera rinunciando alla Serie C/2? “Si, è vero anche questo, ho scelto di non fare la C2, una scelta che mi è costata veramente tanto a livello “sentimentale” perché lasciavo un gruppo e una squadra a cui mi ero legato veramente tanto, però decisi di farlo, perché dopo la fatica e le difficoltà personali dello scorso anno avevo bisogno di nuovi stimoli, avevo bisogno di far parte di un nuovo progetto e quindi a fine stagione decisi che era arrivato il momento di cambiare. A questo punto dovevo solo capire cosa era meglio per me, non ti nascondo che con grande piacere ho ricevuto diverse proposte, sia dal calcio a 11 che dal calcio a 5, per un attimo sono anche stato tentato dal ritorno a 11, appunto per un discorso motivazionale, poi però tra le varie propostaeavevo quella di un amico come Roberto e quindi del Roccalumera che decisi di sposare, anche perché trovavo tanti amici nella rosa.
Con il Città non siete partiti bene, adesso sembra che avete trovato la marcia giusta per risalire la classifica grazie anche ai tuoi gol? Beh, questa è una bella domanda. Questa stagione è stata molto particolare sino a qui, c’è da dire che rispetto alle ultime 2 stagioni, questo è un campionato di tutt’altro livello, perché negli ultimi due anni il campionato contava su un girone completamente di squadre joniche e il livello generale era nettamente più basso, quest’anno invece nel girone ci sono tante squadre del messinese e il campionato è sicuramente più competitivo, più difficile e anche più bello, lo dimostra anche il fatto che la classifica è molto corta nonostante siamo già nel girone di ritorno.
Il nostro cammino è stato non facile fin ora, per la squadra che abbiamo, abbiamo probabilmente il 50% dei punti che meritavamo e che avremmo dovuto avere, questo perché abbiamo pagato un po’ di inesperienza nel calcio a 5 essendo una squadra molto giovane e con elementi seppur di grande valore, come Luchino, che mai hanno disputato una campionato di questo tipo, siamo anche una squadra nuova che, come è normale che sia, ha bisogno di tempo per capire meccanismi e per conoscerci calcisticamente l’un l’altro e ne è la conferma di questo che nelle ultime partite, aldilà del risultato, abbiamo espresso un nostro gioco, siamo riusciti ad esprimerci e a dare la convinzione a noi stessi che in questo campionato possiamo dire tranquillamente la nostra.
La tua qualità e il tuo difetto da giocatore? “Qualità? come ho detto prima, non mi piace auto elogiarmi, preferisco che siano gli altri a farlo, piuttosto mi piace criticarmi, anche perché credo di essere abbastanza onesto con me stesso, se devo dire un difetto di me stesso nella vita e che poi mi porto anche in campo, è quello di essere ESTREMAMENTE testardo, infatti quest’anno con il mio mister il buon Nicotra, in ogni partita c’è una disputa sulle punizioni, perché io voglio sempre batterle, mentre lui non vuole”
Ogni giocatore ha il suo idolo a cui ispirarsi? “Mah, non credo di avere un idolo a cui mi ispiro, ho semmai una schiera di giocatori che ho sempre ammirato. Ad esempio il giocatore che più mi ha fatto impazzire, nonostante sia io milanista, è Ronaldo, quello vero, il fenomeno, ai tempi dell’Inter, straordinario fino all’infortunio contro la Lazio, da lì in poi non è stato più lo stesso Ronaldo ammirato sino a quel momento”.
In questa stagione sei già a quota 30 reti, il gol più bello che hai realizzato? “Un mio altro difetto è che ho poca memoria, quindi non ne ricordo molti, ti dico uno contro l’Atene nella partita di andata, lo ricordo perché ricordo che al termine di quella partita tutta la squadra avversaria mi fece i complimenti, compreso il loro presidente che da fuori si stava guardando la partita. Saltai praticamente tutta la squadra in slalom e mi presentai da solo contro il portiere e ho segnato”.
Il gol più importante che hai segnato? “ah, io sono del parere che il più importante debba sempre arrivare”.
Ogni giocatore ha le sue manie, le tue manie? “uuuuuh, ne ho tantissime, dai pasti pre-partita, all’abbigliamento sempre perfettino in allenamento ecc ecc, potrei stare ore a fare elenchi2!
Nel tuo percorso da giocatore senz’altro hai avuto più di un allenatore, ognuno di loro ti ha insegnato qualcosa? “Certamente si, ne ho cambiati veramente tanti in tutta la “carriera”, mi soffermo quindi solo al calcio a 5, dove ne ho avuto solo tre sino ad oggi, Arturo Carciotto, Piero Scornavacca e infine Roberto Nicotra, ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa e li ricordo per motivi diversi.
Arturo, probabilmente è quello che più mi ha insegnato in questo sport anche perché è stato il primo avuto, lui è un allenatore molto preparato, fa della dedizione il suo punto forte, maniaco della tattica e della preparazione, avevamo centinaia di schemi, figurati che avevamo schemi anche su rimessa laterale, di cui con una scenetta in pieno stile teatrale, fantastico! ed io che avevo poca memoria non ricordavo mai nulla…pensa che ad un certo punto ricordo che Marco Sturiale, creò un app per il cellulare che racchiudeva tutti gli schemi di Arturo, che ricordi!
Piero, è quello che più mi ha fatto inserire in contesto squadra, sicuramente per via della sua grandissima esperienza di calcio a 5 giocato a livelli più alti, riusciva a farti esprimere al meglio, fornendoti le nozioni base, facendoti allenare sempre bene e inseriva nella squadra tutta la sua bontà d’animo, voglia e passione che avevano insieme ad un altro pilastro della parrocchia che è Carmelo Sterrantino. Sono stati capaci di creare un meraviglioso gruppo e il successo ottenuto è principalmente merito di questi due grandissimi signori prima e fantastici uomini di sport poi.
Infine Roberto, beh, lui è quello che probabilmente mi ha capito più di tutti, anche perché mi conosce da bambino, mi sta facendo esprimere al meglio, mi ha trasmesso e insegnato tanto sui movimenti sopratutto in fase offensiva grazie alla sua grande esperienza nel ruolo, mi ha insegnato ad essere più incisivo e a non disperdere inutili energie, infatti quest’anno ho messo a segno più del 50% dei gol complessivi di tutta la squadra, giocando peraltro da esterno e mai da attaccante. Come vedi ognuno mi ha dato qualcosa, anche perché ognuno ha il proprio modo e la propria idea e di certo devo dire grazie a tutti e tre”.
Tre consigli che daresti ad un giovane che si affaccia adesso nel pianeta del Futsal? “Consigli credo possano essercene tanti da dare, questo rispetto al calcio è proprio un’altro sport, totalmente differente. Il primo consiglio è certamente quello di provarlo; Il secondo è quello di non sottovalutarlo, perché quando si pensa al futsal si pensa al calcetto tra amici, quindi si crede sia un campionato di basso livello e rilievo e posso garantirvi che non c’è cosa più sbagliata!; IL terzo è un consiglio per il futsal, così come per la vita, metterci sempre convinzione e decisione in quello che si fa, se si prende un impegno, dobbiamo dare e fare il massimo per portarlo a termine e così di certo raccoglieremo dei frutti”.
Cosa pensi della grande evoluzione del calcio a 5 nella riviera e a chi ne dai i meriti? “Allora io ricollego tutta la crescita e il movimento del futsal nella nostra riviera a delle persone, di cui ti faccio esplicitamente nome e cognome: Mimmo Muscolino, bada bene che non è di circostanza ma un mio reale pensiero, per il risalto che tu dai a questo campionato, perché non so e non credo che senza di te, questo magnifico sport avrebbe avuto gli stessi consensi nella nostra zona, perché con il tuo immenso e fantastico interesse, dai molto e hai fatto certamente crescere la conoscenza in ognuno di noi di ciò che si affronta, sembrerà banale, ma anche dietro ad una semplice classifica capocannoniere, c’è un lavoro molto accurato e faticoso dietro, perché tu devi interessarti giornata dopo giornata a TUTTE le partite che si svolgono e di certo conoscendoti, questa è una cosa che potresti fare solo tu! (ndr ti ringrazio….anche la mia è passione, un sacrificio che faccio con tutto il cuore, lo sport e aggregazione e servizio alla collettività per aiutare ed aiutarci a crescere).
Adesso passo a due progetti sportivi che hanno di certo dato il là alla crescita definitiva e prestigio a questo campionato, Akron Savoca nelle persone di Arturo Carciotto, Massimo Stracuzzi, Carmelo Bellezza e Alberto Impellizzeri e Parrocchia Sant’ Alessio nelle persone di Piero Scornavacca, Roberto Nicotra, Carmelo Sterrantino e Maria Salicola, perché sono certo che se non fossero nate queste due realtà, il calcio a 5 oggi nella riviera non fosse lo stesso che abbiamo adesso, due società differenti nella concezione e nella sostanza, ma estremamente fondamentali per la consacrazione e crescita del futsal, che hanno dato un contributo indelebile nella diffusione e a cui io mi sento di dire grazie.
Guardando ad oggi questi nomi, gli unici due che hanno “lasciato” il mondo del calcio a 5 sono il grande presidente Alberto Impellizzeri, che mi permetto di dire che è un vero peccato non faccia più parte di alcuna società, perché avendoci vissuto una stagione con lui presidente all’Akron Savoca so quanto era importante lui e quanto importante era il contributo che riusciva a dare, per cui è veramente un valore sottratto alla nostra realtà il fatto che lui non ci sia più in nessuna società; tra gli assenti c’è anche, inspiegabilmente, Arturo Carciotto, mister dalle indubbie qualità e capacità, ma sono sicuro la sua sia un’assenza pro tempore, anzi sono certo sia pronto a ripartire con un altra squadra facendola diventare grande.
Quali sono gli obiettivi per l’anno 2017 di Carmelo Lombardo? “Sportivamente parlando, tengo a finire in modo eccellente questo campionato, di regalare la gioia della disputa playoff al nostro grande presidente Antonio Sterrantino e poi…………e poi vedremo, ho in mente un bel progetto, che preferisco non anticipare, magari ci ritroviamo a settembre e ne riparleremo. Personalmente, ho tanto da fare in questo 2017, perché nella vita, così come nello sport, sono molto ambizioso, quindi credo di intraprendere un paio di attività nelle quali credo molto”.
Adesso facciamo un giochino, visto che siamo in clima carnevale: Dario Luchino, Giovanni Vavassori e Giovanni Santoro chi butteresti dal carro? Ovviamente la motivazione? “ahahahah, da quando mi hai proposto l’intervista ho pensato sin da subito al giochino della torre, o del carro come in questo caso, ma non sapevo su quali elementi mi ponevi la scelta……mmmmm, qui non saprei, però sono una persona che non si sottrae alle scelte, per cui andiamo, certo di primo acchito, mi viene di lanciarli tutti e tre perché juventini! Allora, di certo non butto giù il grande Luchino, con cui ho avuto l’onore ma soprattutto l’onere di giocare quest’anno, non per altro, ma solo perché se lo butto dal carro si rompe tutto, visto che ormai…… Adesso abbiamo Vavassori e Santoro, meglio conosciuto come Recoba e qui ti dico che li butto entrambi, perché credo che una botta, soprattutto se presa in testa, li può solo migliorare!
Altro giochino: Cristian Fiumara, Roberto Nicotra e Francesco Sciarrone tre personaggi che tu conosci bene, divertiti ad associare un aggettivo a ciascuno di loro? “ahahah, ti diverti proprio…….. guarda non mi piace usare un singolo aggettivo, perché può avere varie interpretazioni visto che non viene poi spiegato, inoltre, soprattutto su qualcuno, un solo aggettivo, è troppo poco, ma comunque ci provo: Fiumara: Diligente. Nicotra: Sostanzioso. Sciarrone: Fraterno”
Grazie Carmelo della tua disponibilità, siamo giunte alla fine della nostra chiaccherata prima di chiudere c’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare? “innanzitutto volevo ringraziare te Mimmo, per avermi richiesto e fatta questa intervista, è per me un onore, inoltre un ulteriore ringraziamento molto particolare vorrei farlo nuovamente a te e a tutta la redazione di sportjonico, voglio ringraziarvi e credo possa farlo a nome di tutta la riviera jonica, per il grande lavoro che fate per mantenere viva l’attenzione sui nostri campionati, sullo sport giocato, per il tempo che ci dedicate e per la grande passione che ci mettete, quindi ti dico e vi dico GRAZIE!”