Ci sono risultati sportivi che valgono più di una coppa. Sono quelli che ripagano le notti trascorse a preparare una gara, i sacrifici economici, il lavoro quotidiano e la voglia di migliorarsi anche quando le cose non vanno come previsto. Per Claudio Greco, giovane pilota messinese classe 2002, la conquista dei titoli della Coppa Rally Sicilia 9Zona nelle categorie Rally4 e Under 24 rappresenta proprio questo: il riconoscimento di un percorso costruito con impegno, costanza e passione.
Ospite della trasmissione SportEmpire, Greco ha raccontato le emozioni di una stagione culminata con la conquista dei titoli con una gara d’anticipo. Una soddisfazione resa ancora più significativa dal modo in cui è maturata, dopo mesi di lavoro e di crescita al volante della Peugeot 208 Rally4.
«È stata una soddisfazione – ha raccontato – soprattutto per la sensazione che tutte le notti, i sacrifici e tutto quello che uno cerca di fare per migliorarsi abbiano finalmente preso senso». Parole che sintetizzano il valore di un traguardo raggiunto non senza difficoltà.
La forza della costanza in una categoria molto competitiva
Greco ha affrontato la stagione senza dare per scontato il risultato finale. Il passaggio a una vettura più moderna e l’adattamento a nuove gomme rappresentavano una sfida importante. L’obiettivo iniziale era soprattutto accumulare chilometri, acquisire esperienza e trovare progressivamente il giusto feeling con la macchina. La continuità di rendimento ha però permesso al pilota messinese di rimanere competitivo per tutto il campionato. La matematica certezza dei titoli è arrivata con una gara d’anticipo, anche grazie a un problema tecnico occorso al diretto avversario.
Greco non nasconde che la sfida avrebbe potuto proseguire fino al Rally di Taormina, ma sottolinea come la competitività mostrata durante la stagione abbia rappresentato un segnale importante per il futuro. La classe Rally4, del resto, è tra le categorie più combattute del panorama rallistico attuale, con vetture capaci di prestazioni elevate e margini di miglioramento che richiedono esperienza, precisione e grande sensibilità di guida.
Dai primi chilometri con l’Opel Corsa alla Peugeot 208
La storia sportiva di Claudio Greco parte dal 2021, quando debutta nei rally con una Opel Corsa GSi appartenuta al padre Antonio. Al suo fianco, nel ruolo di navigatrice, c’era la cugina Ramona. Da allora sono cambiate le vetture, sono aumentati i chilometri percorsi e soprattutto è cresciuta l’esperienza, elemento che il pilota considera fondamentale in una disciplina in cui non esistono scorciatoie. «Fare chilometri nei rally è la cosa che paga di più. L’esperienza purtroppo non si può comprare: bisogna fare strada e cercare sempre di salire di un gradino».
Nel suo percorso sono arrivate anche la Renault Clio Williams e altre vetture a due ruote motrici, fino al debutto con la Peugeot 208 nel 2024, stagione nella quale ha conquistato anche la prima vittoria. La vettura utilizzata quest’anno gli ha regalato le soddisfazioni più importanti, grazie anche all’affidabilità e al lavoro della squadra. Greco ha voluto ringraziare il Team Liotta e lo staff tecnico per il supporto ricevuto.
La tecnologia moderna consente alla Peugeot 208 di affrontare le curve con grande percorrenza, ma il pilota conserva un debole per le vetture aspirate e per il loro sound ad alti regimi: un legame con le sensazioni più tradizionali della guida sportiva.
Il sogno realizzato ai Colli San Rizzo
Tra i momenti più emozionanti della stagione c’è il Rally del Tirreno, disputato ad agosto. In quell’occasione Greco è riuscito a vincere la prova speciale dei Colli San Rizzo, facendo registrare il quinto tempo assoluto. Un risultato dal significato particolare, perché arrivato su strade che conosceva anche da spettatore, quando da bambino seguiva le gare e immaginava di poter essere un giorno protagonista al volante. La vittoria di quella prova speciale è diventata così uno dei ricordi più belli dell’annata: non soltanto una prestazione cronometrica, ma la realizzazione di un sogno coltivato nel tempo.
Diverso, invece, il bilancio del 2025, condizionato da numerosi ritiri che hanno limitato la possibilità di accumulare esperienza. Nonostante le difficoltà, Greco ricorda di aver mostrato segnali di competitività anche nei pochi chilometri portati a termine.
Rally, il pilota non è mai solo: il ruolo decisivo del navigatore
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista a SportEmpire ha riguardato il rapporto tra pilota e navigatore. Nel suo percorso Greco ha condiviso l’abitacolo con tre navigatori: la cugina Ramona, Giuseppe Pergolizzi e Federico Tomasello, quest’ultimo assente alla trasmissione per impegni di lavoro. Per il giovane messinese, il navigatore non è soltanto la persona incaricata di leggere le note durante la prova speciale. Il suo contributo comincia prima della partenza e prosegue durante tutte le fasi del rally, dalla preparazione alla gestione dei tempi e dei controlli. «Nell’ambiente si dice che la macchina la guida il navigatore», ha spiegato Greco, sottolineando quanto sia fondamentale la collaborazione tra i due componenti dell’equipaggio.
Un concetto approfondito anche da Enzo Saccà, appassionato ed esperto della disciplina, presente in studio. La sintonia nell’abitacolo, la capacità di trovare i ritmi giusti e la fiducia reciproca sono elementi determinanti. Il navigatore deve leggere le note, ma anche gestire la tabella di marcia e gli orari: una distrazione può incidere sul risultato finale tanto quanto un errore in prova speciale.
Greco ha voluto ringraziare tutti i suoi navigatori, rifiutando anche il gioco scherzoso proposto in trasmissione, quello di scegliere chi “buttare giù dalla torre”. La sua risposta è stata chiara: chi partecipa a un rally mette in campo coraggio, impegno e sacrifici, in uno sport che richiede risorse importanti.
La pressione prima della prova speciale e il Rally di Taormina
La crescita di un pilota non passa soltanto dalla tecnica e dalla conoscenza della vettura. C’è anche la gestione della pressione, soprattutto nei momenti immediatamente precedenti alla partenza. Greco ha raccontato di aver lavorato proprio su questo aspetto, imparando progressivamente a controllare la tensione e ad affrontare con maggiore serenità l’ingresso in prova speciale.
Archiviata la conquista dei titoli, lo sguardo è rivolto al Rally di Taormina, appuntamento al quale conta di partecipare. L’obiettivo sarà continuare a dare il massimo, senza dimenticare il piacere di correre. «Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, ma l’impegno sarà sempre massimo per cercare di portare a casa il miglior risultato possibile», ha dichiarato.
Per Claudio Greco, dunque, la stagione dei titoli non rappresenta un punto d’arrivo, ma una tappa importante di un percorso ancora tutto da scrivere. Con la consapevolezza che i risultati più belli nascono dalla costanza, dal lavoro di squadra e dalla capacità di trasformare i sacrifici in nuove opportunità.
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