Una società nata dall’amicizia, dalla voglia di costruire qualcosa di nuovo e soprattutto dal desiderio di restituire a Taormina una propria identità calcistica. È questo il filo conduttore dell’intervento dell’FC Taormina nella seconda puntata di SportEmpire – Dal campo alla radio: emozioni in diretta, condotta da Mimmo Muscolino.
In studio Emiliano Gullotta, vicepresidente, Giovanni Da Campo, direttore generale, e Giuseppe Ferrara, dirigente, hanno raccontato il percorso della società alla vigilia della nuova stagione di Prima Categoria, partendo proprio dalle origini del progetto.
Un progetto nato tra amici
A spiegare la genesi dell’FC Taormina è stato Emiliano Gullotta. L’idea, racconta, è nata quasi spontaneamente, all’interno di un gruppo di amici che ha deciso di mettersi in gioco in prima persona.
«Eravamo un gruppo di amici, ci siamo visti quasi al bar e abbiamo iniziato a pensare e a progettare questa cosa».
Da quella prima idea è nata la volontà di costruire qualcosa che avesse un legame forte con la città.
«Volevamo un progetto che puntasse sulla territorialità, sulla volontà di brandizzare Taormina in maniera vera e propria».
Un’identità che la società ha cercato di trasmettere anche attraverso le iniziative organizzate fuori dal campo, con la presentazione della squadra alla Villa Comunale come momento particolarmente significativo.
Dagli errori della prima stagione una società più organizzata
Per Giovanni Da Campo, la seconda stagione rappresenta anche il momento per mettere a frutto quanto imparato nel primo anno. L’esordio della società era avvenuto in tempi molto stretti, dall’acquisizione del titolo all’iscrizione al campionato. Una situazione che aveva lasciato inevitabilmente poco spazio alla programmazione.
«Nella prima stagione abbiamo fatto cose in fretta e furia», ha spiegato Da Campo, ricordando però anche la permanenza nella categoria.
Quest’anno, invece, la società ha avuto più tempo per programmare e ha scelto di rafforzare la propria struttura interna.
«Quest’anno ci siamo visti già verso maggio-giugno, abbiamo pianificato. Facciamo incontri quasi tutte le sere in modo tale per non incorrere negli errori che abbiamo fatto l’anno scorso».
Un lavoro che ha portato anche a una maggiore distribuzione delle responsabilità all’interno della dirigenza.
Una rosa costruita tra territorio, esperienza e giovani
Uno dei punti centrali del progetto riguarda la costruzione della squadra. L’obiettivo dichiarato è stato quello di creare un gruppo con una forte componente locale, affiancata da giocatori provenienti anche da altre realtà.
«Abbiamo previsto due obiettivi: costruire una squadra prevalentemente con un blocco di ragazzi di Taormina e del territorio, affiancati poi da ragazzi provenienti da Catania», ha raccontato il direttore generale.
La rosa è stata costruita con 26 giocatori, cercando allo stesso tempo di rispettare un preciso equilibrio economico.
«Abbiamo fatto un mix di giocatori di qualità tecnica e di esperienza, che hanno vinto campionati dalla Seconda Categoria alla Promozione».
Ma, oltre alle qualità tecniche, Da Campo sottolinea un altro elemento considerato fondamentale: il fattore umano. Proprio su questo aspetto si sta sviluppando il rapporto tra i giocatori più esperti e i ragazzi giovani, con i primi chiamati a trasmettere conoscenze e consigli ai più giovani.
Ferrara: «Non mi aspettavo tanta professionalità»
Per Giuseppe Ferrara quella in corso è invece la prima esperienza dirigenziale all’interno dell’FC Taormina. Il suo ingresso è arrivato dopo un passato da supporter della squadra e dopo una lunga esperienza da giocatore.
«La mia esperienza dell’FC Taormina inizia da supporter. Seguivo la squadra, andavo a vedere le partite», ha raccontato.
La chiamata di Da Campo lo ha convinto immediatamente ad accettare la nuova esperienza.
«Non mi aspettavo di trovare tanta professionalità in una categoria di dilettanti».
Ferrara ha sottolineato come all’interno della società ogni aspetto venga seguito con attenzione, dall’organizzazione alla comunicazione, fino alla cura dell’immagine.
Il rapporto con Taormina e il ritorno del pubblico
Uno degli obiettivi dichiarati dalla società è quello di costruire un rapporto sempre più forte con la città. La presentazione alla Villa Comunale ha rappresentato un passaggio importante, ma non l’unico. L’FC Taormina punta infatti a coinvolgere la comunità anche attraverso iniziative collaterali, come il progetto legato alla maglia e quello realizzato lo scorso anno con il centro anziani.
L’idea è semplice: creare un legame tra squadra e territorio.
«Costruendo un blocco di ragazzi di Taormina, viene il nonno, vengono i genitori, viene la fidanzata, viene il blocco di amici. Automaticamente si formano quelle persone allo stadio che noi vogliamo».
Un concetto condiviso anche da Ferrara, secondo il quale il coinvolgimento della città sta già producendo i primi segnali.
«La gente comunque lo sta percependo», ha sottolineato il dirigente, indicando nella passione e nella partecipazione alcuni degli elementi sui quali la società vuole costruire il proprio percorso.
Un gruppo già unito
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito Ferrara nelle prime settimane della nuova stagione c’è stato il modo in cui la squadra ha saputo amalgamarsi. Nonostante il gruppo sia stato rinnovato, il dirigente ha raccontato di aver visto fin dall’inizio un affiatamento non scontato.
«Ho visto un gruppo che è come se si conoscesse da tantissimo tempo».
Un’impressione maturata durante la preparazione e confermata anche nel corso della presentazione ufficiale. «Ho visto un affiatamento che non è facile vedere in così poco tempo in un gruppo», ha aggiunto Ferrara.
La domanda SportEmpire: costruire oltre il risultato
La puntata ha poi lasciato spazio alla consueta domanda SportEmpire, rivolta a Emiliano Gullotta: cosa lo abbia convinto ad accettare la sfida e cosa vorrebbe costruire oltre al risultato del campo.
La risposta ha riportato ancora una volta il discorso sul senso di responsabilità che accompagna il progetto.
«Essere vicepresidente di una società non vuol dire soltanto metterci la faccia, ma anche prendersi delle responsabilità importanti».
Da Campo ha invece sottolineato il valore del gruppo di amici che ha dato vita al progetto, mentre Ferrara ha guardato ancora più avanti:
«Se pensiamo in grande e pensiamo di fare determinate cose, sicuramente le faremo».
Le domande a sorpresa: Maldini, il rapporto umano e il ricordo della nonna
Prima del saluto finale, spazio al momento più personale della puntata con le tre buste delle domande a sorpresa.
Alla domanda su chi avrebbe voluto abbracciare dopo un eventuale importante traguardo dell’FC Taormina, Emiliano Gullotta ha indicato senza esitazione la nonna, scomparsa ma rimasta una figura centrale nella sua vita.
Giuseppe Ferrara, chiamato invece a scegliere una persona del mondo del calcio di cui vivere per un giorno la vita, ha indicato Paolo Maldini, motivando la scelta con il ruolo e con la straordinaria carriera dell’ex difensore del Milan.
Per Giovanni Da Campo, infine, la domanda riguardava ciò che il calcio gli ha insegnato e che gli è stato utile anche nella vita quotidiana.
La risposta è andata al valore dei rapporti umani:
«Il rapporto umano con le altre persone».
Un concetto che, in qualche modo, riassume anche lo spirito con cui l’FC Taormina ha deciso di affrontare la sua seconda stagione: costruire una squadra, ma allo stesso tempo costruire un gruppo e un rapporto con la propria città.
SportEmpire – Riascolta la puntata
🎙️ Podcast: [SportEmpire, seconda puntata | 22 settembre 2026 ]
🎥 Video: [SportEmpire, seconda puntata | 22 settembre 2026 ]
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