A distanza di 17 anni è tornato fra i Dilettanti. Dagli esordi di Ragusa in Serie D al nuovo Città di Siracusa in Eccellenza. Peppe Mascara ha accettato la sfida: riportare gli azzurri fra i professionisti nel giro di pochi anni, sposando un progetto pluriennale grazie all’amicizia con il patron Gaetano Cutrufo e il tecnico Peppe Anastasi.
«Basta che ci sia un campo di calcio e un pallone da rincorrere, io mi diverto – ha detto durante la presentazione con tanto di maglia numero 7 ben in vista – se poi posso farlo vicino casa, ancora meglio». «Ma l’Eccellenza io la conosco – riprende l’ex fantasista di Catania e Palermo che nel 2009 fu convocato anche in Nazionale da Lippi, in occasione dell’amichevole contro l’Irlanda del Nord – e conosco queste categorie. So che bisogna sputare sangue e io non mi tirerò certo indietro». Mascara è stato accolto da diverse decine di tifosi al suo arrivo a Siracusa.
Rispondendo anche a tante domande incalzanti, circa il suo ruolo al di fuori del rettangolo di gioco: «A me interessa solo giocare – ancora l’attaccante calatino – poi in futuro si vedrà». In realtà, attorno a Peppe Mascara è legato un progetto triennale del Città di Siracusa. Con la nascita di una qualificata scuola calcio (Mascara ne gestisce già una a Comiso, dove mosse i primi calci prima di essere scoperto da Emanuele Massari che lo portò a Ragusa) e un futuro ruolo dirigenziale. «Adesso pensiamo ad una cosa per volta. A breve cominceremo il ritiro di Palazzolo e dovremo subito farci trovare pronti. La stessa fame e impazienza dei tifosi è anche la mia. Ci sto mettendo la faccia in tutto questo e se ho accettato è perché c’erano tutte le componenti giuste».
Il patron Gaetano Cutrufo conobbe Mascara qualche anno fa a Dubai e da lì seguirono intensi contatti, «perché un giorno – dice – avremmo fatto calcio insieme». E all’ennesima telefonata, avvenuta alla fine del campionato scorso quando il Siracusa perse la finale play off a Misterbianco, Mascara non ci ha pensato due volte. Rescindendo il contratto con il Pescara, accettando la proposta di Cutrufo («a patto che mi avrebbe permesso di giocare con la maglia numero 7 – ci scherza su – ci sono affezionato e l’ho indossata anche in Nazionale quando fui convocato») e della nuova cordata etnea che verrà conosciuta a breve.
«Il nome Cutrufo per me è una garanzia – ancora Mascara – e per affrontare l’Eccellenza bisogna solo essere predisposti mentalmente e remare tutti dalla stessa parte. E’ normale, poi, che la gente si aspetti qualcosa in più da me. Ma io sono qua anche per questo e per poter dire che è giusto andare con i piedi per terra ma anche dire le cose come stanno. Non ci nascondiamo, sappiamo che dobbiamo vincere il campionato. A nessuno piace andare in giro e fare delle figuracce».
Un po’ come sottolineò lo stesso Baiocco il giorno del suo arrivo a Siracusa: «Ci siamo sentiti e visti, di recente, ma non per parlare di questa mia nuova avventura. So cosa ha fatto qui e quanto sia stato apprezzato. Spero di fare altrettanto. E poi…».
Mascara appenderà le scarpe al chiodo: «Ho girato tanto in questi vent’anni e la scelta di Siracusa è vista anche in questa direzione, vicino casa e con ruoli che non saranno più legati al rettangolo di gioco». Da oggi via ai test fisici e alle visite mediche. Venerdì scatterà il ritiro di Palazzolo.