L’attuale massimo esponente regionale della Dilettanti, sta raccogliendo i cocci del calcio siciliano falcidiato dalla crisi economica ma, grazie all’opera coraggiosa dei dirigenti delle società, vara, uno dietro l’altro, i campionati, partendo ovviamente dall’alto.
Eccellenza e Promozione, acciaccati ma comunque “in piedi”, sono partiti in questo week end; la Prima Categoria ieri pomeriggio è stata resa la mappa stagionale; poi in via La Malfa si passerà a comporre il mosaico della ‘Seconda’, mentre le delegazioni locali si sbracciano per varare il campionato di base, come dire la Terza Categoria.
Un lavoro che toglie il sonno a Morgana e alla sua equipe, anche perché molte compagini dirigenziali stentano a carburare. Prova ne sia che due capoluoghi di provincia, Caltanissetta ed Enna, sono rimasti orfani del maggiore club cittadino e che grossi centri come Augusta, Belpasso, Bagheria e Corleone, per non scomparire, si sono autoretrocessi dalla Promozione in Prima Categoria.
La stagione 2013-2014 comunque parte con il groppo in gola, per il pressocchè totale azzeramento delle provvidenze finanziarie del Governo siciliano in favore dello sport. Una palla di piombo forse fatale per lo sport in genere e per il calcio dilettanti in particolare, in assenza di finanziamenti comunali ed in carenza di veri e validi sponsor.
«Ma il calcio – dice con orgoglio Sandro Morgana – resta in piedi, grazie all’opera favolosa dei suoi dirigenti di società, volontari che non disdegnano di mettere mani al portafogli ed al libretto di assegni, perché la magìa dei campionati si perpetui. E, con i campionati in movimento, i giovani si occupano e si educano, il commercio (attrezzature sportive, vestiario e quant’altro gravita attorno alle squadre) ed il turismo (ristoranti, alberghi, pullman privati e servizi di trasporto) si mettono in moto, gli stadi riaprono i battenti assicurando posti di lavoro».