Vincere il Penalty Award come miglior giocatore del campionato di Prima Categoria siciliana – superando una concorrenza agguerrita e di altissimo livello – è il giusto coronamento per un attaccante che ha fatto del gol e del sacrificio la sua firma d’autore. Ma dietro i numeri da capogiro e i trofei luccicanti, c’è la storia di un uomo rimasto umile, legato a doppio filo ai valori del gruppo, alla guida dei mister Alessio e Saro, e all’amore incrollabile della sua famiglia.
Abbiamo fatto una chiacchierata con il re dei bomber del calcio furcese per rivivere le emozioni di una notte indimenticabile, i segreti di una cavalcata trionfale e lo sguardo già rivolto verso le prossime, stimolanti sfide in Promozione. Ecco cosa ci ha raccontato.
Lorenzo, al Teatro Regina Margherita la suspense era alle stelle: sei rimasto con il fiato sospeso fino all’ultimo. Cosa ti è passato per la testa nell’esatto momento in cui è stata aperta la busta ed è stato pronunciato il tuo nome? «Sì, la suspense era alle stelle dato che ero nell’élite del calcio siciliano e non solo… Ma ero contento di essere arrivato fino a lì senza alcuna pretesa, poi la vittoria ha sempre un sapore speciale».
Eri in nomination con altri cinque grandissimi giocatori del campionato. Quanto valore aggiunge al premio aver vinto in mezzo a una concorrenza così qualificata? «Sì, ero in nomination con grandi giocatori, naturalmente non si arriva lì per caso. Questo riconoscimento è il coronamento di tanti anni di fatica e di gol».
A chi hai dedicato il Penalty Award un secondo dopo averlo ritirato sul palco? «Il premio ovviamente l’ho dedicato alla mia piccola e a mia moglie, che sono sempre lì a sostenermi».
Questo premio corona una stagione leggendaria per il Calcio Furci. Siete partiti dal secondo posto in regular season e avete scalato i play-off fino alla finalissima con la Torrenovese, vinta ai rigori. Qual è stato il momento esatto in cui avete capito che potevate farcela davvero? «Sì, è stata una stagione incredibile ma soprattutto abbiamo creato un gruppo veramente sano. Fondamentalmente noi abbiamo sempre pensato di poter vincere; se devo scegliere un momento penso alla vittoria per 4-3 sul Santa Teresa, perché venivamo da una brutta sconfitta con il Rocchenere».
Oltre al campionato e al Penalty Award, quest’anno ti porti a casa anche il titolo di capocannoniere del girone D con ben 25 reti. C’è un gol, tra questi venticinque, che consideri il più pesante o il più bello della tua stagione? «Ho vinto questo titolo grazie a tutti i miei compagni di squadra e ai mister Alessio e Saro, che mi hanno sempre sostenuto. Riguardo al gol più pesante forse potrei dirti il 2-0 fatto contro la Russo Calcio».
Spesso si dice che i gol dei bomber siano merito di tutta la squadra. Quanto c’è del gruppo del Calcio Furci in questo tuo exploit personale? «È vero… Come a Casalvecchio e ora a Furci ho sempre avuto persone pronte a darmi una mano quando “la palla non voleva entrare”, quindi un ringraziamento grande va a loro!».
Dopo aver vinto campionato, titolo di capocannoniere e il premio come miglior giocatore, qual è il prossimo obiettivo che Lorenzo D’Amico mette nel mirino? «L’obiettivo per me è sempre chiaro: allenarsi al meglio e fare sempre meglio dell’anno prima. In Promozione sarà un po’ più difficile, ma non mi sono mai messo limiti, quindi vedremo facendo».
Per chiudere, c’è un messaggio speciale che vuoi mandare ai tifosi del Furci che vi hanno sostenuto in questa fantastica cavalcata? «Furci per me è casa… Vincere qui con la famiglia e con gli amici ha un gusto ancora più bello!»
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