“ Il momento più bello da quando indosso la maglia giallorossa del Furci è senz’altro la vittoria del campionato di Terza Categoria una formazione composta esclusivamente da ragazzi di Furci che si cimentavano al primo anno in un torneo della Figc , dopo diversi anni di partecipazione Uisp”.
Questo è il ricordo più bello di Salvuccio Pino giocatore simbolo dell’Asd Furci targato stagione sportiva 2011/12. Giocatore simbolo non perché è il figlio del Presidente “Ciccio”, ma di quel gruppo è l’unico “supersiste” che oggi continua ad indossare la maglia giallorossa della squadra del suo paese.
Abbiamo chiesto al jolly della squadra, diciamo che Salvo Pino nonostante ancora la sua giovane età 27 anni nella sua carriera calcistica ha ricoperto tutti i ruoli, nato attaccante all’epoca dell’InterClub Barracca di mister Mazza, dove ha siglato nove gol, piano piano per scelta dei vari allenatori o per necessità tecniche ha giocato da esterno, difensore, insomma un vero jolly sempre a disposizione esclusiva per il bene della squadra del suo paese in cui è il primo tifoso.
Che sensazione provi ad essere l’unico giocatore che dopo quattro anni ancora indossa la maglia del Furci?
“Una sensazione bellissima ad essere l’unico della squadra che ha vinto quattro anni fa il campionato, sono molto contento di continuare la mia esperienza nella squadra del mio paese, guarda io credo nel gruppo, credo in questa Società anche se con rammarico devo costatare che molti giocatori furcesi hanno scelto altre strade. Siamo un gruppo fantastico, siamo una famiglia, davvero peccato che alcuni ragazzi di Furci non hanno creduto in questo gruppo”.
Quattro anni fatti di due promozioni consecutive ed una salvezza nell’ultimo campionato? “ Sono molto contento del mio percorso con la maglia del Furci, dove ho avuto il piacere di vincere due campionati quello di Terza Categoria al primo anno di nascita della Società con mister Carmelo Fasolo, seguita l’anno successivo con il successo in Seconda Categoria con mister Ciccio Carpillo, una volta approdati in Prima Categoria abbiamo ottenuto una salvezza portata a termine con mister Peppe Ciatto”.
Andiamo ai tempi nostri, pensavi alla vigilia del campionato di avere sei punti in classifica nelle prime due giornate di campionato? “ Sinceramente no, nelle prime due giornate giocavamo con il Randazzo e S. Teresa pensavo ad un punto, invece, abbiamo fatto bingo”.
Ti pesa il fatto che sei il figlio del Presidente? “ No. Se eludi a qualche favoritismi, ti posso confermare che non ci sono alcuni favoritismi nei miei confronti, gioco perché lo merito, quando non gioco accetto la scelta dell’allenatore, quello che conta è il gruppo non la singola persona”.
Furci è una piazza dove il calcio è molto sentito, dopo diversi anni di assenza la nascita dell’Asd Furci, c’è lo stesso entusiasmo come quattro anni fa o è cambiato qualcosa? “ No, c’è lo stesso entusiasmo del primo anno sentiamo il calore dei nostri tifosi”.
Come hai vissuto la rivalità con l’Anjali Team? “ Per quanto mi riguarda non c’è stata nessuna rivalità anche perché molti di loro abbiamo percorso calcistico insieme , hanno fatto le loro scelte amici come prima.”
Il sogno nel cassetto? “ Di vincere sempre, obiettivo personale arrivare nei play-off, poi si vedrà”.
Cosa vuoi fare da grande? “ Sinceramente non ho mai pensato cosa farò da grande…..”
Ti piacerebbe fare l’allenatore? “ S’, mi piacerebbe, anche se già sono imparando il mestiere guidando la compagine Juniores con un esperto del settore l’amico Carmelo Fasolo.”
Il Furci secondo te può avere una squadra in Promozione? “ Io credo che con i giocatori che ci sono a Furci, sparsi nelle varie squadre della riviera jonica, si può avere una compagine non dico in Lnd, ma in Eccellenza sicuro”.
Perché secondo te non si riesce a fare una squadra composta da furcesi? “ Sinceramente non l’ho mai capito, solo con i ragazzi di Furci si poteva fare una squadra fantastica”
Il fiore all’occhiello della squadra? “ Tutti i miei compagni sono fantastici, anche se Peppe Beccaria è magico, un ragazzo dalle doti particolari tecnicamente forte”.
Il capitano Matteo Frazzica, pregi e difetti? “ Il capitano è il capitano, non molla mai, pensa che non voleva più giocare, poi invece, si è buttato a capofitto con tutto se stesso da vero capitano alla composizione della squadra, un capitano dentro e fuori dal campo. Come pregio si incazza facilmente oltre ad essere un pochino suscettibile”
In quattro anni in panchina si sono alternate diversi allenatori: Fasolo, Carpillo, Allegra e Ciatto? “ Ognuno di loro ha dato moltissimo a me stesso, ma soprattutto alla causa furcese. Con Fasolo per esempio ho esordito ancora giovanissimo in Promozione con l’InterClub ai tempi di mister Mazza. E’ una persona buona diciamo che la sua generosità viene capita male, quindi non termino mai di ringraziarlo sempre per quello che ha fatto per me”.
Poco fa ti ho chiesto il momento più bello di questi quattro anni, adesso, quello più brutto? “ Sicuramente la sconfitta subita nel derby nella passata stagione con l’Atletico Roccalumera, i derby sono derby”.
Tu viene impiegato i più ruoli, a chi ti ispiri? “ Bella domanda, diciamo a Maicon”
Come consuetudine chiudo con la classica domanda: chi butteresti dalla torre tra i due capitani Saverio Palato e Matteo Frazzica? “ a livello affettivo dico Saverio Palato lui capirà”.